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Firmato protocollo tra l’INL e il Garante per la protezione dei dati personali: durerà due anni

Protocollo d’intesa tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e il Garante per la Protezione dei dati personali, del 22 aprile 2021

data: 27.05.2021
Area: Diritto del Lavoro

La digitalizzazione dei sistemi di gestione dell’organizzazione del lavoro, dovuti all’emergenza epidemiologica che stiamo vivendo, ha reso necessario il ricorso a modelli di prestazione lavorativa “a distanza” dell’attività lavorativa (principalmente lo smart working) e all’adozione di strumenti tecnologici per contenere il rischio di contagio, in ambito lavorativo pubblico e privato. Ciò, infatti, ha spinto i datori di lavoro all’installazione e all’utilizzo di applicativi, anche su dispositivi mobili indossabili o su smartphone, che mettono inevitabilmente a rischio la riservatezza dei lavoratori.

Viste le specifiche competenze dell’INL in materia di rilascio delle autorizzazioni per la legittima installazione degli impianti audiovisivi e degli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori (art. 4, Legge n. 300/1970 così come modificato dall’art. 23 del D.Lgs. n. 151/2015) e di quelle in tema di controlli e repressioni degli abusi eventualmente posti in essere dai datori di lavoro sotto il profilo discriminatorio (cfr. art. 8, Legge n. 300/1970 e art. 10, D.Lgs. n. 276/2003), il 22 aprile 2021 il Garante ha deciso di sottoscrivere con l’Ispettorato un protocollo d’intesa. Questo durerà due anni e sarà finalizzato a:

  • fornire reciproca collaborazione e attività consultiva sulle tematiche di rispettiva competenza, con particolare riferimento all’utilizzo di strumenti tecnologici connessi allo svolgimento del rapporto di lavoro, anche fuori dei casi in cui è previsto un parere formale, concorrendo così all’individuazione delle soluzioni più idonee e coerenti con il quadro ordinamentale;
  • organizzare incontri periodici anche a distanza, su materie di interesse comune, con cadenza almeno semestrale, volti ad uno scambio di informazioni e di esperienze, che possano valorizzare sia le competenze e i poteri del Garante sia le attività e la presenza sul territorio dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro;
  • promuovere campagne comuni di informazione e azioni in materia formativa, al fine di condividere e diffondere buone prassi e prevenire trattamenti di dati personali non conformi alla disciplina in materia di protezione dei dati e alla rilevante disciplina nazionale di settore, e in particolare, quella in materia di controlli a distanza dei lavoratori;
  • fornire reciproca assistenza, attraverso occasioni di aggiornamento e di approfondimento in merito alle tematiche di interesse comune, anche mediante formazione a distanza sulle tematiche oggetto del Protocollo e a consentire al rispettivo personale la partecipazione, anche in qualità di relatore, senza alcun onere a carico dei medesimi Enti, nel rispetto delle disposizioni applicabili (v. art. 53, co. 6, del D.Lgs. n. 165/2001 e ss.mm.ii. e art. 9, co. 1 del Codice etico del Garante nonché art. 8 del D.Lgs. n. 124/2004).

Firmato protocollo tra l’INL e il Garante per la protezione dei dati personali: durerà due anni

Protocollo d’intesa tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e il Garante per la Protezione dei dati personali, del 22 aprile 2021

data: 27.05.2021
Area: Diritto del Lavoro

La digitalizzazione dei sistemi di gestione dell’organizzazione del lavoro, dovuti all’emergenza epidemiologica che stiamo vivendo, ha reso necessario il ricorso a modelli di prestazione lavorativa “a distanza” dell’attività lavorativa (principalmente lo smart working) e all’adozione di strumenti tecnologici per contenere il rischio di contagio, in ambito lavorativo pubblico e privato. Ciò, infatti, ha spinto i datori di lavoro all’installazione e all’utilizzo di applicativi, anche su dispositivi mobili indossabili o su smartphone, che mettono inevitabilmente a rischio la riservatezza dei lavoratori.

Viste le specifiche competenze dell’INL in materia di rilascio delle autorizzazioni per la legittima installazione degli impianti audiovisivi e degli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori (art. 4, Legge n. 300/1970 così come modificato dall’art. 23 del D.Lgs. n. 151/2015) e di quelle in tema di controlli e repressioni degli abusi eventualmente posti in essere dai datori di lavoro sotto il profilo discriminatorio (cfr. art. 8, Legge n. 300/1970 e art. 10, D.Lgs. n. 276/2003), il 22 aprile 2021 il Garante ha deciso di sottoscrivere con l’Ispettorato un protocollo d’intesa. Questo durerà due anni e sarà finalizzato a:

  • fornire reciproca collaborazione e attività consultiva sulle tematiche di rispettiva competenza, con particolare riferimento all’utilizzo di strumenti tecnologici connessi allo svolgimento del rapporto di lavoro, anche fuori dei casi in cui è previsto un parere formale, concorrendo così all’individuazione delle soluzioni più idonee e coerenti con il quadro ordinamentale;
  • organizzare incontri periodici anche a distanza, su materie di interesse comune, con cadenza almeno semestrale, volti ad uno scambio di informazioni e di esperienze, che possano valorizzare sia le competenze e i poteri del Garante sia le attività e la presenza sul territorio dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro;
  • promuovere campagne comuni di informazione e azioni in materia formativa, al fine di condividere e diffondere buone prassi e prevenire trattamenti di dati personali non conformi alla disciplina in materia di protezione dei dati e alla rilevante disciplina nazionale di settore, e in particolare, quella in materia di controlli a distanza dei lavoratori;
  • fornire reciproca assistenza, attraverso occasioni di aggiornamento e di approfondimento in merito alle tematiche di interesse comune, anche mediante formazione a distanza sulle tematiche oggetto del Protocollo e a consentire al rispettivo personale la partecipazione, anche in qualità di relatore, senza alcun onere a carico dei medesimi Enti, nel rispetto delle disposizioni applicabili (v. art. 53, co. 6, del D.Lgs. n. 165/2001 e ss.mm.ii. e art. 9, co. 1 del Codice etico del Garante nonché art. 8 del D.Lgs. n. 124/2004).