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Giustificazioni orali richiedibili anche dopo le giustificazioni scritte

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Sentenza del 22 settembre 2020, n. 19846

data: 02.10.2020
Area: Diritto del Lavoro

La Corte di Cassazione, con la Sentenza del 22 settembre 2020, n. 19846, ha espresso un importante principio di diritto in tema di procedimento disciplinare ex art. 7, L. n. 900/1970 e audizione orale del lavoratore anche a seguito delle giustificazioni rese per iscritto.

Un risalente indirizzo interpretativo in materia riteneva che fosse rimessa al lavoratore la scelta dei modi e delle forme attraverso le quali esercitare le proprie difese. Conseguentemente, secondo tale interpretazione, ove il lavoratore, pur avendo già presentato le giustificazioni per iscritto, avesse contestualmente richiesto di essere sentito anche oralmente, il datore di lavoro sarebbe stato tenuto a dare luogo a tale audizione. Ciò, in quanto la presentazione delle giustificazioni scritte non avrebbe consumato l’esercizio del diritto di difesa del lavoratore purché questi avesse fatto richiesta di essere sentito oralmente già nella lettera di giustificazione (Cfr. Cass. n. 467/1992, Cass. n. 476/1998, Cass. n. 7006/1999, Cass. n. 15072/2001).

Altri indirizzi successivi, invece, condizionavano l’accoglimento della richiesta di audizione orale alla non esaustività e completezza delle giustificazioni già rese per iscritto, riconoscendo al datore di lavoro la possibilità di giudicare l’opportunità delle giustificazioni orali (Cfr. Cass n. 4187/2002; Cass n. 488/2005).

Con la Sentenza in commento, la Suprema Corte riprende i successivi arresti interpretativi già consolidatisi (Cfr. Cass n. 6845/2010; Cass. n. 12978/2011; Cass. 204/2017). Nello specifico, gli ermellini hanno precisato che al lavoratore deve essere riconosciuta la possibilità di piena esplicazione del diritto di difesa e, quindi, anche la possibilità, dopo aver presentato le giustificazioni scritte senza formulare alcuna richiesta di audizione orale, di maturare “un ripensamento” circa la maggiore adeguatezza difensiva della rappresentazione (anche) orale degli elementi di discolpa. Secondo la Suprema Corte, al datore di lavoro è precluso ogni sindacato, anche sotto il profilo della conformità ai principi di correttezza e buona fede, della condotta del dipendente con riferimento alla necessità o opportunità della richiesta di integrazione orale delle giustificazioni. La Cassazione precisa che il lavoratore ha la possibilità di richiedere l’audizione orale anche qualora sia decorso il termine dei 5 giorni previsto dall’art. 7, L. n. 300/1970, purché non gli sia ancora stata comminata alcuna sanzione.

Giustificazioni orali richiedibili anche dopo le giustificazioni scritte

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Sentenza del 22 settembre 2020, n. 19846

data: 02.10.2020
Area: Diritto del Lavoro

La Corte di Cassazione, con la Sentenza del 22 settembre 2020, n. 19846, ha espresso un importante principio di diritto in tema di procedimento disciplinare ex art. 7, L. n. 900/1970 e audizione orale del lavoratore anche a seguito delle giustificazioni rese per iscritto.

Un risalente indirizzo interpretativo in materia riteneva che fosse rimessa al lavoratore la scelta dei modi e delle forme attraverso le quali esercitare le proprie difese. Conseguentemente, secondo tale interpretazione, ove il lavoratore, pur avendo già presentato le giustificazioni per iscritto, avesse contestualmente richiesto di essere sentito anche oralmente, il datore di lavoro sarebbe stato tenuto a dare luogo a tale audizione. Ciò, in quanto la presentazione delle giustificazioni scritte non avrebbe consumato l’esercizio del diritto di difesa del lavoratore purché questi avesse fatto richiesta di essere sentito oralmente già nella lettera di giustificazione (Cfr. Cass. n. 467/1992, Cass. n. 476/1998, Cass. n. 7006/1999, Cass. n. 15072/2001).

Altri indirizzi successivi, invece, condizionavano l’accoglimento della richiesta di audizione orale alla non esaustività e completezza delle giustificazioni già rese per iscritto, riconoscendo al datore di lavoro la possibilità di giudicare l’opportunità delle giustificazioni orali (Cfr. Cass n. 4187/2002; Cass n. 488/2005).

Con la Sentenza in commento, la Suprema Corte riprende i successivi arresti interpretativi già consolidatisi (Cfr. Cass n. 6845/2010; Cass. n. 12978/2011; Cass. 204/2017). Nello specifico, gli ermellini hanno precisato che al lavoratore deve essere riconosciuta la possibilità di piena esplicazione del diritto di difesa e, quindi, anche la possibilità, dopo aver presentato le giustificazioni scritte senza formulare alcuna richiesta di audizione orale, di maturare “un ripensamento” circa la maggiore adeguatezza difensiva della rappresentazione (anche) orale degli elementi di discolpa. Secondo la Suprema Corte, al datore di lavoro è precluso ogni sindacato, anche sotto il profilo della conformità ai principi di correttezza e buona fede, della condotta del dipendente con riferimento alla necessità o opportunità della richiesta di integrazione orale delle giustificazioni. La Cassazione precisa che il lavoratore ha la possibilità di richiedere l’audizione orale anche qualora sia decorso il termine dei 5 giorni previsto dall’art. 7, L. n. 300/1970, purché non gli sia ancora stata comminata alcuna sanzione.