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Gli indici della subordinazione e il rapporto di lavoro del rider

Tribunale civile di Milano, sez. Lavoro, sentenza del 20 aprile 2022

data: 28.04.2022
Area: Diritto del Lavoro

Il Tribunale di Milano, con sentenza del 20 aprile 2022 ha qualificato come rapporto di lavoro subordinato quello intercorso tra una nota azienda e un rider.

A tali conclusioni il Tribunale è addivenuto ritenendo chiari indici della subordinazione i seguenti elementi:

a) l’accesso alle fasce orarie di prenotazione non era libero, ma era condizionato dal punteggio posseduto dal rider, secondo gli indici di prenotazione;

b) il rider veniva penalizzato con decurtazione del punteggio per il ritardo (superiore a 15 minuti) nel login nella sessione prenotata o se non si rendeva disponibile negli orari e nei giorni che l’azienda considerava più efficaci  per il consumo di cibo a domicilio;

c) il rider, per essere selezionato dall’algoritmo e ricevere la proposta, doveva trovarsi nelle vicinanze del locale cui ritirare la merce;

d) era la stessa piattaforma che indicava al rider dove recarsi per ritirare il prodotto e dove consegnarlo;

e) l’azienda, attraverso il sistema di geolocalizzazione, controllava la posizione del rider durante tutto lo svolgimento dell’attività lavorativa;

f) la decurtazione del punteggio può ritenersi un esercizio del potere disciplinare e direttivo.

Il Tribunale ha altresì rigettato la difesa della Società secondo cui non sussiste subordinazione in assenza di un obbligo ad eseguire la prestazione ritenendo che il lavoro subordinato ben può afferire ad una singola prestazione come avviene nel lavoro agricolo a giornata, secondo le disponibilità del lavoratore, oppure nel lavoro a chiamata che resta comunque una forma speciale di lavoro subordinato.

Gli indici della subordinazione e il rapporto di lavoro del rider

Tribunale civile di Milano, sez. Lavoro, sentenza del 20 aprile 2022

data: 28.04.2022
Area: Diritto del Lavoro

Il Tribunale di Milano, con sentenza del 20 aprile 2022 ha qualificato come rapporto di lavoro subordinato quello intercorso tra una nota azienda e un rider.

A tali conclusioni il Tribunale è addivenuto ritenendo chiari indici della subordinazione i seguenti elementi:

a) l’accesso alle fasce orarie di prenotazione non era libero, ma era condizionato dal punteggio posseduto dal rider, secondo gli indici di prenotazione;

b) il rider veniva penalizzato con decurtazione del punteggio per il ritardo (superiore a 15 minuti) nel login nella sessione prenotata o se non si rendeva disponibile negli orari e nei giorni che l’azienda considerava più efficaci  per il consumo di cibo a domicilio;

c) il rider, per essere selezionato dall’algoritmo e ricevere la proposta, doveva trovarsi nelle vicinanze del locale cui ritirare la merce;

d) era la stessa piattaforma che indicava al rider dove recarsi per ritirare il prodotto e dove consegnarlo;

e) l’azienda, attraverso il sistema di geolocalizzazione, controllava la posizione del rider durante tutto lo svolgimento dell’attività lavorativa;

f) la decurtazione del punteggio può ritenersi un esercizio del potere disciplinare e direttivo.

Il Tribunale ha altresì rigettato la difesa della Società secondo cui non sussiste subordinazione in assenza di un obbligo ad eseguire la prestazione ritenendo che il lavoro subordinato ben può afferire ad una singola prestazione come avviene nel lavoro agricolo a giornata, secondo le disponibilità del lavoratore, oppure nel lavoro a chiamata che resta comunque una forma speciale di lavoro subordinato.