INTRANET
Copyright 2020 - Quorum Studio Legale e Tributario Associato - Credits

Il lavoratore licenziato prima del trasferimento d’azienda può chiedere l’applicazione dell’art. 2112 c.c. solo nel caso in cui abbia impugnato l’atto di recesso

Cassazione Civile, sentenza dell’11 marzo 2022, n. 8039

data: 18.03.2022
Area: Diritto del Lavoro

La Cassazione rileva che la disciplina dell’art. 2112 c.c. si applica anche nell’ipotesi di cessazione del contratto di affitto d’azienda e conseguente retrocessione della stessa all’originario cedente, purché quest’ultimo prosegua l’attività già esercitata in precedenza mediante l’immutata organizzazione aziendale.

Secondo gli ermellino, qualora, sia stato intimato il licenziamento in epoca anteriore al trasferimento od alla sua retrocessione, (sia in connessione con la cessione e sia per autonomo giustificato motivo oggettivo), la norma di garanzia di cui all’art. 2112 c.c. può operare solo a condizione che sia dichiarata la nullità o l’illegittimità del licenziamento, con le conseguenze a ciò connesse in termini di ripristino del rapporto di lavoro alle dipendenze della cedente.

Su tali presupposti, la Suprema Corte ha accolto il ricorso della società, posto che i lavoratori non avevano impugnato i licenziamenti loro irrogati dalla cessionaria retrocedente.

Il lavoratore licenziato prima del trasferimento d’azienda può chiedere l’applicazione dell’art. 2112 c.c. solo nel caso in cui abbia impugnato l’atto di recesso

Cassazione Civile, sentenza dell’11 marzo 2022, n. 8039

data: 18.03.2022
Area: Diritto del Lavoro

La Cassazione rileva che la disciplina dell’art. 2112 c.c. si applica anche nell’ipotesi di cessazione del contratto di affitto d’azienda e conseguente retrocessione della stessa all’originario cedente, purché quest’ultimo prosegua l’attività già esercitata in precedenza mediante l’immutata organizzazione aziendale.

Secondo gli ermellino, qualora, sia stato intimato il licenziamento in epoca anteriore al trasferimento od alla sua retrocessione, (sia in connessione con la cessione e sia per autonomo giustificato motivo oggettivo), la norma di garanzia di cui all’art. 2112 c.c. può operare solo a condizione che sia dichiarata la nullità o l’illegittimità del licenziamento, con le conseguenze a ciò connesse in termini di ripristino del rapporto di lavoro alle dipendenze della cedente.

Su tali presupposti, la Suprema Corte ha accolto il ricorso della società, posto che i lavoratori non avevano impugnato i licenziamenti loro irrogati dalla cessionaria retrocedente.