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In caso di infortunio non rientrano tra i danni risarcibili dall’Inail il danno biologico temporaneo e il danno morale

Cassazione Civile, Sentenza del 28 febbraio 2022, n. 6503

data: 04.03.2022
Area: Diritto del Lavoro

La Corte di Cassazione ha chiarito che il danno biologico coperto dall’Inail si riferisce solo alla menomazione permanente dell’integrità psicofisica, ovvero a quella menomazione che si protrae per tutta la vita.

Da ciò ne consegue che esulano dal sistema assicurativo obbligatorio sia il danno biologico temporaneo che il cosiddetto danno morale.

La Suprema Corte ha, così, confermato la decisione della Corte di Appello di Salerno secondo la quale in base alla normativa vigente non sussiste l’obbligo dell’Inail di corrispondere agli eredi somme per titoli diversi o ulteriori rispetto a quelle già riconosciute (nello specifico: indennità per inabilità temporanea per il periodo dall’infortunio al decesso, assegno funerario, rendita ai superstiti) e in particolare che alcun fondamento giuridico aveva la pretesa di tutela nei confronti dell’Istituto di un danno biologico temporaneo e di un danno non patrimoniale al di fuori del quadro normativamente previsto.

La Corte distrettuale aveva osservato come il breve tempo intercorso tra infortuni ed il decesso non aveva consentito la “stabilizzazione di una menomazione permanente” per la quale solo è ipotizzabile la tutela indennitaria ex articolo 13 del Dlgs 38 del 2001, una volta cessata l’inabilità temporanea.

Una decisione confermata oggi dalla Sezione lavoro secondo la quale in relazione ai pregiudizi per i quali, a seconda delle diverse ricostruzioni, può parlarsi di danno biologico terminale e di danno morale terminale o catastrofale o catastrofico trasmissibili jure hereditatis non viene in rilievo alla tutela garantita dall’inail.

In caso di infortunio non rientrano tra i danni risarcibili dall’Inail il danno biologico temporaneo e il danno morale

Cassazione Civile, Sentenza del 28 febbraio 2022, n. 6503

data: 04.03.2022
Area: Diritto del Lavoro

La Corte di Cassazione ha chiarito che il danno biologico coperto dall’Inail si riferisce solo alla menomazione permanente dell’integrità psicofisica, ovvero a quella menomazione che si protrae per tutta la vita.

Da ciò ne consegue che esulano dal sistema assicurativo obbligatorio sia il danno biologico temporaneo che il cosiddetto danno morale.

La Suprema Corte ha, così, confermato la decisione della Corte di Appello di Salerno secondo la quale in base alla normativa vigente non sussiste l’obbligo dell’Inail di corrispondere agli eredi somme per titoli diversi o ulteriori rispetto a quelle già riconosciute (nello specifico: indennità per inabilità temporanea per il periodo dall’infortunio al decesso, assegno funerario, rendita ai superstiti) e in particolare che alcun fondamento giuridico aveva la pretesa di tutela nei confronti dell’Istituto di un danno biologico temporaneo e di un danno non patrimoniale al di fuori del quadro normativamente previsto.

La Corte distrettuale aveva osservato come il breve tempo intercorso tra infortuni ed il decesso non aveva consentito la “stabilizzazione di una menomazione permanente” per la quale solo è ipotizzabile la tutela indennitaria ex articolo 13 del Dlgs 38 del 2001, una volta cessata l’inabilità temporanea.

Una decisione confermata oggi dalla Sezione lavoro secondo la quale in relazione ai pregiudizi per i quali, a seconda delle diverse ricostruzioni, può parlarsi di danno biologico terminale e di danno morale terminale o catastrofale o catastrofico trasmissibili jure hereditatis non viene in rilievo alla tutela garantita dall’inail.