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Indetraibilità dell’indennità di disoccupazione maturata dal lavoratore licenziato nel corso del periodo di inattività

Corte di Cassazione, Sentenza del 25 febbraio 2022, n. 6380

data: 04.03.2022
Area: Diritto del Lavoro

La Corte di Appello di Roma ha confermato la decisione del giudice di primo grado che aveva respinto l’opposizione proposta da OMISSIS  avverso il decreto ingiuntivo di un ex dipendente della resistente.

Costui, transitato alle dipendenze di altra società con atto di cessione di ramo di azienda – poi rivelatosi illegittimo – aveva intimato alla convenuta il pagamento di una somma pari alle mensilità di retribuzione che il ricorrente avrebbe maturato alle dipendenze dell’azienda nel trimestre 1/5/2012 – 31/7/2012.

La Corte territoriale ha ritenuto indetraibile a titolo di aliunde perceptum l’indennità di disoccupazione dall’istante percepita a seguito del licenziamento.

La società OMISSIS ricorre per cassazione sulla base dell’unico motivo di cui ai sensi dell’art. 360 n. 3 c.p.c. , violazione e falsa applicazione degli artt. 1206, 1207, 1217, 1223 c.c. e dell’art. 342 c.p.c. In ottemperanza di detta normativa, la Corte di appello ha escluso la scomputa, a titolo di risarcimento, delle indennità assistenziali di disoccupazione che il lavoratore aveva nel frattempo percepito.

La Corte di Cassazione rigetta suddetto ricorso e ne argomenta l’infondatezza in considerazione dello stato d’illegittimità di cessione di ramo di azienda.

Altresì, alla luce del precedente giurisprudenziale “non sono deducibili a titolo di aliunde perceptum dal risarcimento del danno per mancata costituzione del rapporto di lavoro le somme che traggono origine dal sistema di sicurezza sociale che appronta misure sostitutive del reddito in favore del lavoratore”.

Sulla scorta di dette argomentazioni cui bisogna dare continuità, la Corte rigetta il ricorso e condanna la società al pagamento delle spese del giudizio di legittimità oltre all’esborso di spese generali nella misura del 15% e accessori di legge, nonché distrazione in favore del difensore della parte controricorrente che ne ha fatto richiesta.

Indetraibilità dell’indennità di disoccupazione maturata dal lavoratore licenziato nel corso del periodo di inattività

Corte di Cassazione, Sentenza del 25 febbraio 2022, n. 6380

data: 04.03.2022
Area: Diritto del Lavoro

La Corte di Appello di Roma ha confermato la decisione del giudice di primo grado che aveva respinto l’opposizione proposta da OMISSIS  avverso il decreto ingiuntivo di un ex dipendente della resistente.

Costui, transitato alle dipendenze di altra società con atto di cessione di ramo di azienda – poi rivelatosi illegittimo – aveva intimato alla convenuta il pagamento di una somma pari alle mensilità di retribuzione che il ricorrente avrebbe maturato alle dipendenze dell’azienda nel trimestre 1/5/2012 – 31/7/2012.

La Corte territoriale ha ritenuto indetraibile a titolo di aliunde perceptum l’indennità di disoccupazione dall’istante percepita a seguito del licenziamento.

La società OMISSIS ricorre per cassazione sulla base dell’unico motivo di cui ai sensi dell’art. 360 n. 3 c.p.c. , violazione e falsa applicazione degli artt. 1206, 1207, 1217, 1223 c.c. e dell’art. 342 c.p.c. In ottemperanza di detta normativa, la Corte di appello ha escluso la scomputa, a titolo di risarcimento, delle indennità assistenziali di disoccupazione che il lavoratore aveva nel frattempo percepito.

La Corte di Cassazione rigetta suddetto ricorso e ne argomenta l’infondatezza in considerazione dello stato d’illegittimità di cessione di ramo di azienda.

Altresì, alla luce del precedente giurisprudenziale “non sono deducibili a titolo di aliunde perceptum dal risarcimento del danno per mancata costituzione del rapporto di lavoro le somme che traggono origine dal sistema di sicurezza sociale che appronta misure sostitutive del reddito in favore del lavoratore”.

Sulla scorta di dette argomentazioni cui bisogna dare continuità, la Corte rigetta il ricorso e condanna la società al pagamento delle spese del giudizio di legittimità oltre all’esborso di spese generali nella misura del 15% e accessori di legge, nonché distrazione in favore del difensore della parte controricorrente che ne ha fatto richiesta.