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Integrazioni salariali Covid-19 DL Ristori – chiarimenti INPS

INPS, Circolare del 7 dicembre 2020, n. 139

data: 11.12.2020
Area: Diritto del Lavoro

Con la Circolare n. 139 del 7 dicembre 2020, l’INPS fornisce chiarimenti in merito alla gestione e alla presentazione delle domande di integrazione salariale per Covid-19 introdotte dal D.L. n. 137/2020 (c.d. Decreto Ristori).

L’Istituto, precisa che i periodi di integrazione precedentemente già richiesti e autorizzati ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge n. 104/2020 (c.d. Decreto Agosto), collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 15 novembre 2020 sono imputati, limitatamente ai periodi successivi alla predetta data, alle 6 settimane del nuovo periodo di trattamenti previsto dal Decreto Ristori.

A titolo esemplificativo, se un’azienda ha già richiesto – con la causale “COVID 19 con fatturato” e per un periodo continuativo dal 19 ottobre 2020 al 19 dicembre 2020 – le seconde 9 settimane di Cassa integrazione ordinaria o in deroga o di assegno ordinario previste dal Decreto Agosto e dette settimane sono state autorizzate dall’Istituto, la medesima azienda, in relazione alla previsione di cui al Decreto Ristori, potrà ancora beneficiare di una ulteriore settimana di nuovi trattamenti fino al 31 gennaio 2021.

L’INPS ricorda, poi, che le 6 settimane di trattamenti di cui alla nuova disciplina possono essere riconosciute ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il secondo periodo di 9 settimane di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 104/2020, purché lo stesso periodo sia integralmente decorso, nonché ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal D.P.C.M. 24 ottobre 2020, come sostituito dal D.P.C.M. 3 novembre 2020 e, da ultimo, dal D.P.C.M. 3 dicembre 2020 – riportati negli allegati 1 e 2 al decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149 – che dispone la chiusura o la limitazione delle attività economiche e produttive. Questi ultimi datori di lavoro possono, quindi, accedere ai trattamenti di cui al comma 1 dell’articolo 12 del Decreto Ristori, anche senza aver richiesto un precedente trattamento di integrazione salariale o essere stati autorizzati alla relativa fruizione e sono esentati dal versamento del contributo addizionale.

Viene confermato altresì che i trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e assegno ordinario previsti dal Decreto Ristori (6 settimane) trovano applicazione anche ai lavoratori che risultino alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione al 9 novembre 2020 (data di entrata in vigore del decreto–legge n. 149/2020).

Per tutti i rimanenti dettagli relativi alla disciplina delle integrazioni salariali, l’INPS rimanda a quanto previsto nei precedenti provvedimenti, in virtù del fatto che non è intervenuto alcun mutamento.

Integrazioni salariali Covid-19 DL Ristori – chiarimenti INPS

INPS, Circolare del 7 dicembre 2020, n. 139

data: 11.12.2020
Area: Diritto del Lavoro

Con la Circolare n. 139 del 7 dicembre 2020, l’INPS fornisce chiarimenti in merito alla gestione e alla presentazione delle domande di integrazione salariale per Covid-19 introdotte dal D.L. n. 137/2020 (c.d. Decreto Ristori).

L’Istituto, precisa che i periodi di integrazione precedentemente già richiesti e autorizzati ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge n. 104/2020 (c.d. Decreto Agosto), collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 15 novembre 2020 sono imputati, limitatamente ai periodi successivi alla predetta data, alle 6 settimane del nuovo periodo di trattamenti previsto dal Decreto Ristori.

A titolo esemplificativo, se un’azienda ha già richiesto – con la causale “COVID 19 con fatturato” e per un periodo continuativo dal 19 ottobre 2020 al 19 dicembre 2020 – le seconde 9 settimane di Cassa integrazione ordinaria o in deroga o di assegno ordinario previste dal Decreto Agosto e dette settimane sono state autorizzate dall’Istituto, la medesima azienda, in relazione alla previsione di cui al Decreto Ristori, potrà ancora beneficiare di una ulteriore settimana di nuovi trattamenti fino al 31 gennaio 2021.

L’INPS ricorda, poi, che le 6 settimane di trattamenti di cui alla nuova disciplina possono essere riconosciute ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il secondo periodo di 9 settimane di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 104/2020, purché lo stesso periodo sia integralmente decorso, nonché ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal D.P.C.M. 24 ottobre 2020, come sostituito dal D.P.C.M. 3 novembre 2020 e, da ultimo, dal D.P.C.M. 3 dicembre 2020 – riportati negli allegati 1 e 2 al decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149 – che dispone la chiusura o la limitazione delle attività economiche e produttive. Questi ultimi datori di lavoro possono, quindi, accedere ai trattamenti di cui al comma 1 dell’articolo 12 del Decreto Ristori, anche senza aver richiesto un precedente trattamento di integrazione salariale o essere stati autorizzati alla relativa fruizione e sono esentati dal versamento del contributo addizionale.

Viene confermato altresì che i trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e assegno ordinario previsti dal Decreto Ristori (6 settimane) trovano applicazione anche ai lavoratori che risultino alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione al 9 novembre 2020 (data di entrata in vigore del decreto–legge n. 149/2020).

Per tutti i rimanenti dettagli relativi alla disciplina delle integrazioni salariali, l’INPS rimanda a quanto previsto nei precedenti provvedimenti, in virtù del fatto che non è intervenuto alcun mutamento.