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La presunzione di conformità delle retribuzioni previste da contratti collettivi con l’art. 36 Cost. ha natura relativa e non assoluta

Tribunale civile di Milano, sez. Lavoro, sentenza del 22 marzo 2022, n. 673

data: 15.04.2022
Area: Diritto del Lavoro

La retribuzione minima prevista dal CCNL del settore vigilanza per alcune mansioni (Servizi Fiduciari) non è rispettosa del dettato costituzionale di cui all’art. 36 Cost., perché non rappresenta una retribuzione sufficiente e proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto.

A tali conclusioni il Giudice è addivenuto anche in considerazione del fatto che la retribuzione base prevista dal CCNL indicato risultava inferiore a quella di altri contratti collettivi stipulati per servizi analoghi, tra cui il CCNL Multiservizi che era stato a lungo applicato ai ricorrenti, per le stesse mansioni, svolte nell’appalto di servizi alla dipendenza di precedenti appaltatori, ed anche alla soglia di povertà stabilita dall’Istat.

Il Tribunale precisa che la valutazione di compatibilità della retribuzione col principio costituzionale deve essere fatta senza assegnare rilevanza alla situazione familiare o patrimoniale del singolo lavoratore, ciò che determinerebbe una disparità di trattamento a parità di condizioni di prestazione dell’attività lavorativa.

La presunzione di conformità delle retribuzioni previste da contratti collettivi con l’art. 36 Cost. ha natura relativa e non assoluta

Tribunale civile di Milano, sez. Lavoro, sentenza del 22 marzo 2022, n. 673

data: 15.04.2022
Area: Diritto del Lavoro

La retribuzione minima prevista dal CCNL del settore vigilanza per alcune mansioni (Servizi Fiduciari) non è rispettosa del dettato costituzionale di cui all’art. 36 Cost., perché non rappresenta una retribuzione sufficiente e proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto.

A tali conclusioni il Giudice è addivenuto anche in considerazione del fatto che la retribuzione base prevista dal CCNL indicato risultava inferiore a quella di altri contratti collettivi stipulati per servizi analoghi, tra cui il CCNL Multiservizi che era stato a lungo applicato ai ricorrenti, per le stesse mansioni, svolte nell’appalto di servizi alla dipendenza di precedenti appaltatori, ed anche alla soglia di povertà stabilita dall’Istat.

Il Tribunale precisa che la valutazione di compatibilità della retribuzione col principio costituzionale deve essere fatta senza assegnare rilevanza alla situazione familiare o patrimoniale del singolo lavoratore, ciò che determinerebbe una disparità di trattamento a parità di condizioni di prestazione dell’attività lavorativa.