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Lavoratori fragili – Aggiornamenti e chiarimenti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero della Salute

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero della Salute e, Circolare del 4 settembre 2020, n. 13

data: 11.09.2020
Area: Diritto del Lavoro

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, congiuntamente con il Ministero del Salute, ha emanato la circolare n. 13 del 4 settembre 2020, in materia di sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro, in relazione al contenimento del rischio di contagio da Covid-19, con particolare riguardo alle lavoratrici e ai lavoratori fragili.

Innanzitutto, il provvedimento si sofferma sul ruolo primario che deve ricoprire il medico competente nel contesto generale della ripartenza delle attività lavorative in fase pandemica, affiancando il datore di lavoro nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione richiamate nel Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020. Più nel dettaglio, la circolare sottolinea l’importanza dell’integrazione del DVR e della sorveglianza sanitaria.

Nel prosieguo, con riguardo ai lavoratori fragili il ministero ha chiarito che, alla luce dei più recenti dati epidemiologici, il concetto di fragilità non può essere riferito al solo parametro dell’anzianità (età superiore ai 55 anni). Infatti, i dati più consolidati prodotti dal sistema di sorveglianza epidemiologica gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, hanno rilevato che il 96,1% dei soggetti deceduti presentava una o più comorbilità.

Conseguentemente, non è rilevabile, dalla normativa, alcun automatismo fra le caratteristiche anagrafiche e di salute del lavoratore e la eventuale condizione di fragilità. In tal contesto, la maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate della popolazione, va intesa congiuntamente alla presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggior rischio.

Per quanto riguarda le indicazioni operative, i lavoratori devono avere la possibilità di richiedere al datore di lavoro l’attivazione di adeguate misure di sorveglianza sanitaria, in ragione dell’esposizione al rischio da Covid-19, in presenza di patologie con scarso compenso clinico (ad esempio, malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche). Le richieste dovranno essere corredate dalla documentazione medica relativa alla patologia diagnosticata. Nell’ipotesi in cui i datori di lavoro non siano tenuti alla nomina del medico competente, il datore di lavoro potrà inviare il lavoratore per la visita presso l’INAIL, le Aziende sanitarie lovali o i dipartimenti di medicina legale e di medicina del lavoro delle Università. In ogni caso, viene fatta salva la possibilità di procedere comunque alla nomina del medico competente anche se non vi si è obbligati ai sensi del D.lgs. n. 81/2008.

Il datore di lavoro dovrà fornire al medico incaricato:

  • la dettagliata descrizione delle mansioni svolte dal lavoratore;
  • la dettagliata descrizione della postazione/ambiente di lavoro dove il lavoratore presta l’attività;
  • le informazioni relative all’integrazione del DVR con riferimento alle misure adottate riguardo al rischio da Covid-19.

Il medico dovrà esprimere, insieme al giudizio di idoneità, le indicazioni necessarie a una maggiore tutela della salute del lavoratore in relazione al rischio da Covid-19. Il giudizio di inidoneità temporanea deve essere espresso solo nei casi in cui non siano possibili soluzioni alternative. La visita deve essere ripetuta periodicamente ove resa necessaria dall’andamento dell’epidemia e dall’evoluzione delle conoscenze scientifiche in merito.

Per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria eccezionale prevista dall’art. 83, D.L. n. 34/2020, la circolare prende atto del fatto che la disposizione non è stata prorogata dal D.L. n. 83/2020 e precisa che essa ha cessato di produrre i propri effetti dal 1° agosto 2020. Conseguentemente, solo le visite mediche richieste entro il 31 luglio 2020 ai sensi dell’art. 83, D.L. n. 34/2020 dovranno essere svolte nel rispetto della disciplina speciale prevista da tale ultima disposizione.

Lavoratori fragili – Aggiornamenti e chiarimenti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero della Salute

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero della Salute e, Circolare del 4 settembre 2020, n. 13

data: 11.09.2020
Area: Diritto del Lavoro

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, congiuntamente con il Ministero del Salute, ha emanato la circolare n. 13 del 4 settembre 2020, in materia di sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro, in relazione al contenimento del rischio di contagio da Covid-19, con particolare riguardo alle lavoratrici e ai lavoratori fragili.

Innanzitutto, il provvedimento si sofferma sul ruolo primario che deve ricoprire il medico competente nel contesto generale della ripartenza delle attività lavorative in fase pandemica, affiancando il datore di lavoro nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione richiamate nel Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020. Più nel dettaglio, la circolare sottolinea l’importanza dell’integrazione del DVR e della sorveglianza sanitaria.

Nel prosieguo, con riguardo ai lavoratori fragili il ministero ha chiarito che, alla luce dei più recenti dati epidemiologici, il concetto di fragilità non può essere riferito al solo parametro dell’anzianità (età superiore ai 55 anni). Infatti, i dati più consolidati prodotti dal sistema di sorveglianza epidemiologica gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, hanno rilevato che il 96,1% dei soggetti deceduti presentava una o più comorbilità.

Conseguentemente, non è rilevabile, dalla normativa, alcun automatismo fra le caratteristiche anagrafiche e di salute del lavoratore e la eventuale condizione di fragilità. In tal contesto, la maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate della popolazione, va intesa congiuntamente alla presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggior rischio.

Per quanto riguarda le indicazioni operative, i lavoratori devono avere la possibilità di richiedere al datore di lavoro l’attivazione di adeguate misure di sorveglianza sanitaria, in ragione dell’esposizione al rischio da Covid-19, in presenza di patologie con scarso compenso clinico (ad esempio, malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche). Le richieste dovranno essere corredate dalla documentazione medica relativa alla patologia diagnosticata. Nell’ipotesi in cui i datori di lavoro non siano tenuti alla nomina del medico competente, il datore di lavoro potrà inviare il lavoratore per la visita presso l’INAIL, le Aziende sanitarie lovali o i dipartimenti di medicina legale e di medicina del lavoro delle Università. In ogni caso, viene fatta salva la possibilità di procedere comunque alla nomina del medico competente anche se non vi si è obbligati ai sensi del D.lgs. n. 81/2008.

Il datore di lavoro dovrà fornire al medico incaricato:

  • la dettagliata descrizione delle mansioni svolte dal lavoratore;
  • la dettagliata descrizione della postazione/ambiente di lavoro dove il lavoratore presta l’attività;
  • le informazioni relative all’integrazione del DVR con riferimento alle misure adottate riguardo al rischio da Covid-19.

Il medico dovrà esprimere, insieme al giudizio di idoneità, le indicazioni necessarie a una maggiore tutela della salute del lavoratore in relazione al rischio da Covid-19. Il giudizio di inidoneità temporanea deve essere espresso solo nei casi in cui non siano possibili soluzioni alternative. La visita deve essere ripetuta periodicamente ove resa necessaria dall’andamento dell’epidemia e dall’evoluzione delle conoscenze scientifiche in merito.

Per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria eccezionale prevista dall’art. 83, D.L. n. 34/2020, la circolare prende atto del fatto che la disposizione non è stata prorogata dal D.L. n. 83/2020 e precisa che essa ha cessato di produrre i propri effetti dal 1° agosto 2020. Conseguentemente, solo le visite mediche richieste entro il 31 luglio 2020 ai sensi dell’art. 83, D.L. n. 34/2020 dovranno essere svolte nel rispetto della disciplina speciale prevista da tale ultima disposizione.