INTRANET
Copyright 2020 - Quorum Studio Legale e Tributario Associato - Credits

Nuova dichiarazione di incostituzionalità delle tutele crescenti

Corte Costituzionale, comunicato stampa del 25 giugno 2020

data: 01.07.2020
Area: Diritto del Lavoro

Con un comunicato stampa del 25 giugno 2020, la Corte Costituzionale ha preannunciato l’emissione di una sentenza con la quale dichiara incostituzionale l’articolo 4 del decreto legislativo n. 23/2015 sulla indennità risarcitoria legata ai vizi di motivazione del licenziamento, ex art. 2, comma 2, della legge n. 604/1966, o della procedura ex art. 7 della legge n. 300/1970, con riferimento all’inciso “di importo pari ad una mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio“.

Tale criterio viene utilizzato per determinare il risarcimento economico, non assoggettato a contribuzione previdenziale, compreso tra 2 e 12 mensilità.

Le motivazioni della sentenza saranno rese note, con il deposito della stessa, nelle prossime settimane: essa sembra porsi nel solco della decisione del 2018 (sent. n. 194/2018) con la differenza che la nuova pronuncia riguarda la disposizione in materia di licenziamento affetto da vizi procedurali.

Nuova dichiarazione di incostituzionalità delle tutele crescenti

Corte Costituzionale, comunicato stampa del 25 giugno 2020

data: 01.07.2020
Area: Diritto del Lavoro

Con un comunicato stampa del 25 giugno 2020, la Corte Costituzionale ha preannunciato l’emissione di una sentenza con la quale dichiara incostituzionale l’articolo 4 del decreto legislativo n. 23/2015 sulla indennità risarcitoria legata ai vizi di motivazione del licenziamento, ex art. 2, comma 2, della legge n. 604/1966, o della procedura ex art. 7 della legge n. 300/1970, con riferimento all’inciso “di importo pari ad una mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio“.

Tale criterio viene utilizzato per determinare il risarcimento economico, non assoggettato a contribuzione previdenziale, compreso tra 2 e 12 mensilità.

Le motivazioni della sentenza saranno rese note, con il deposito della stessa, nelle prossime settimane: essa sembra porsi nel solco della decisione del 2018 (sent. n. 194/2018) con la differenza che la nuova pronuncia riguarda la disposizione in materia di licenziamento affetto da vizi procedurali.