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Responsabilità per morti da amianto – Nesso eziologico

Corte di Cassazione, Sezione Quarta Penale, del 15 aprile 2020, n. 12151

data: 28.04.2020
Area: Diritto del Lavoro

Quando è impossibile stabilire il momento di innesco irreversibile del mesotelioma – ed essendo irrilevante ogni esposizione successiva all’asbesto – ai fini del riconoscimento della responsabilità dell’imputato è necessaria l’integrale o quasi integrale sovrapposizione temporale tra la durata dell’attività della singola vittima e la durata della posizione di garanzia rivestita dall’imputato nei confronti della stessa. La Cassazione ribadisce la caratteristica del nesso eziologico in tema di responsabilità colposa per le morti provocate dall’amianto sui posti di lavoro.

La Corte, ribadendo il principio di legittimità anche recentemente riaffermato, esclude ogni valenza della teoria cosiddetta dell’effetto acceleratore – secondo cui l’esposizione successiva alla dose-killer da cui origina l’infezione contribuisce ad avvicinare l’esito infausto – e riconduce il collegamento causale a un giudizio sostanzialmente individuale, in quanto verificato in relazione alla singola vicenda.

Responsabilità per morti da amianto – Nesso eziologico

Corte di Cassazione, Sezione Quarta Penale, del 15 aprile 2020, n. 12151

data: 28.04.2020
Area: Diritto del Lavoro

Quando è impossibile stabilire il momento di innesco irreversibile del mesotelioma – ed essendo irrilevante ogni esposizione successiva all’asbesto – ai fini del riconoscimento della responsabilità dell’imputato è necessaria l’integrale o quasi integrale sovrapposizione temporale tra la durata dell’attività della singola vittima e la durata della posizione di garanzia rivestita dall’imputato nei confronti della stessa. La Cassazione ribadisce la caratteristica del nesso eziologico in tema di responsabilità colposa per le morti provocate dall’amianto sui posti di lavoro.

La Corte, ribadendo il principio di legittimità anche recentemente riaffermato, esclude ogni valenza della teoria cosiddetta dell’effetto acceleratore – secondo cui l’esposizione successiva alla dose-killer da cui origina l’infezione contribuisce ad avvicinare l’esito infausto – e riconduce il collegamento causale a un giudizio sostanzialmente individuale, in quanto verificato in relazione alla singola vicenda.