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Retribuzioni pagate in modalità non tracciata – conseguenze

Legge 27 dicembre 2017, n. 205 – Note INL n. 4538/2018, n. 6201/2018, n. 9294/2018 e n. 473/2021

data: 10.09.2021
Area: Diritto del Lavoro

Dal 1° luglio 2018 – secondo quanto previsto dall’articolo 1, commi 910 – 914, della Legge n. 205/2017 – i datori di lavoro, o i committenti, devono corrispondere ai lavoratori le retribuzioni, o il relativo anticipo, esclusivamente attraverso banche, poste, o altri sistemi di pagamento elettronico. Di conseguenza, ai datori di lavoro o ai committenti non è permesso corrispondere la retribuzione in contanti direttamente al lavoratore, a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro instaurato. La norma si applica ai rapporti di lavoro subordinato, ai Co.Co.Co, nonché ai contratti di lavoro instaurati in qualunque forma dalle cooperative con i propri soci ai sensi della Legge n. 142/2001. Al contrario, la disposizione non si applica ai rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni e a quelli rientranti nell’ambito di applicazione del lavoro domestico. Al datore di lavoro o al committente che violi la norma, viene comminata una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro.

Sul tema l’INL ha precisato – con la nota n. 4538/2018 – che sono esclusi dalla tracciabilità i pagamenti effettuati in favore di borsisti, tirocinanti e prestatori d’opera occasionale. Inoltre, nella stessa nota è precisato che, a prescindere dal numero dei lavoratori interessati, la sanzione va moltiplicata per ogni mese in cui si è protratto l’illecito.

Nella nota n. 6201/2018 l’Ispettorato ha affermato che non è obbligatorio il tracciamento per i pagamenti di somme di denaro a titolo diverso da quello retributivo, come ad esempio per il rimborso di somme anticipate dal lavoratore nell’interesse dell’azienda (es.: rimborso spese viaggio, vitto, alloggio). Inoltre, l’INL ricorda che nel caso in cui venga inflitta una sanzione per lavoro nero, questa si cumula con quella per il mancato pagamento tracciato delle retribuzioni.  Quest’ultima, nel caso in cui il lavoratore in nero percepisca la retribuzione con periodicità diversa da quella mensile, viene applicata per tante volte quanti sono i giorni in cui gli viene erogata la retribuzione (nota INL n. 9294/2018).

Le recenti e ultime precisazioni sono riscontrabili nella nota INL n. 473/2021, dove viene puntualizzato che la sanzione si applica anche se il lavoratore dichiari di aver percepito la retribuzione, ma non sia possibile provarne la tracciabilità.

Retribuzioni pagate in modalità non tracciata – conseguenze

Legge 27 dicembre 2017, n. 205 – Note INL n. 4538/2018, n. 6201/2018, n. 9294/2018 e n. 473/2021

data: 10.09.2021
Area: Diritto del Lavoro

Dal 1° luglio 2018 – secondo quanto previsto dall’articolo 1, commi 910 – 914, della Legge n. 205/2017 – i datori di lavoro, o i committenti, devono corrispondere ai lavoratori le retribuzioni, o il relativo anticipo, esclusivamente attraverso banche, poste, o altri sistemi di pagamento elettronico. Di conseguenza, ai datori di lavoro o ai committenti non è permesso corrispondere la retribuzione in contanti direttamente al lavoratore, a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro instaurato. La norma si applica ai rapporti di lavoro subordinato, ai Co.Co.Co, nonché ai contratti di lavoro instaurati in qualunque forma dalle cooperative con i propri soci ai sensi della Legge n. 142/2001. Al contrario, la disposizione non si applica ai rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni e a quelli rientranti nell’ambito di applicazione del lavoro domestico. Al datore di lavoro o al committente che violi la norma, viene comminata una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro.

Sul tema l’INL ha precisato – con la nota n. 4538/2018 – che sono esclusi dalla tracciabilità i pagamenti effettuati in favore di borsisti, tirocinanti e prestatori d’opera occasionale. Inoltre, nella stessa nota è precisato che, a prescindere dal numero dei lavoratori interessati, la sanzione va moltiplicata per ogni mese in cui si è protratto l’illecito.

Nella nota n. 6201/2018 l’Ispettorato ha affermato che non è obbligatorio il tracciamento per i pagamenti di somme di denaro a titolo diverso da quello retributivo, come ad esempio per il rimborso di somme anticipate dal lavoratore nell’interesse dell’azienda (es.: rimborso spese viaggio, vitto, alloggio). Inoltre, l’INL ricorda che nel caso in cui venga inflitta una sanzione per lavoro nero, questa si cumula con quella per il mancato pagamento tracciato delle retribuzioni.  Quest’ultima, nel caso in cui il lavoratore in nero percepisca la retribuzione con periodicità diversa da quella mensile, viene applicata per tante volte quanti sono i giorni in cui gli viene erogata la retribuzione (nota INL n. 9294/2018).

Le recenti e ultime precisazioni sono riscontrabili nella nota INL n. 473/2021, dove viene puntualizzato che la sanzione si applica anche se il lavoratore dichiari di aver percepito la retribuzione, ma non sia possibile provarne la tracciabilità.