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Se il dirigente preposto alla sicurezza non ha poteri decisionali e di spesa in materia di salute e sicurezza, il CEO rimane l’unico responsabile per la valutazione dei rischi

Corte di Cassazione, 17 marzo 2022, n. 9028

data: 27.03.2022
Area: Diritto del Lavoro

Il CEO di una società viene imputato per il reato di omessa valutazione, all’interno del DVR, del rischio connesso alle malattie trasmissibili da Covid-19 e di mancata designazione del responsabile per la sicurezza.

Il medesimo, presentando opposizione a decreto penale di condanna, deduce di aver attribuito la qualifica di datore di lavoro ad un altro dirigente aziendale.

La Cassazione lo ha comunque ritenuto responsabile in quanto il delegato non era dotato di tutti i poteri decisionali e di spesa necessari per la rispettiva unità organizzativa.

Secondo i Giudici di legittimità, quindi, solo se ricorrono dette circostanze è possibile ammettere la contestuale presenza di un datore di lavoro “apicale” al vertice dell’intera organizzazione con uno o più datori di lavoro “sotto-ordinati”.

Laddove, invece, difetti l’elemento essenziale dell’autonomia si profila la figura del dirigente che non solleva il datore dai propri doveri ed obblighi in materia di sicurezza.

Mancando tali presupposti il CEO rimane l’ unico titolare degli adempimenti previsti dal T.U. 81/2008.

Se il dirigente preposto alla sicurezza non ha poteri decisionali e di spesa in materia di salute e sicurezza, il CEO rimane l’unico responsabile per la valutazione dei rischi

Corte di Cassazione, 17 marzo 2022, n. 9028

data: 27.03.2022
Area: Diritto del Lavoro

Il CEO di una società viene imputato per il reato di omessa valutazione, all’interno del DVR, del rischio connesso alle malattie trasmissibili da Covid-19 e di mancata designazione del responsabile per la sicurezza.

Il medesimo, presentando opposizione a decreto penale di condanna, deduce di aver attribuito la qualifica di datore di lavoro ad un altro dirigente aziendale.

La Cassazione lo ha comunque ritenuto responsabile in quanto il delegato non era dotato di tutti i poteri decisionali e di spesa necessari per la rispettiva unità organizzativa.

Secondo i Giudici di legittimità, quindi, solo se ricorrono dette circostanze è possibile ammettere la contestuale presenza di un datore di lavoro “apicale” al vertice dell’intera organizzazione con uno o più datori di lavoro “sotto-ordinati”.

Laddove, invece, difetti l’elemento essenziale dell’autonomia si profila la figura del dirigente che non solleva il datore dai propri doveri ed obblighi in materia di sicurezza.

Mancando tali presupposti il CEO rimane l’ unico titolare degli adempimenti previsti dal T.U. 81/2008.