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Tutele antinfortunistiche anche nei rapporti di mero fatto

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 11 marzo 2022, n. 8042

data: 27.03.2022
Area: Diritto del Lavoro

In materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, l’obbligo del datore di lavoro di apprestare adeguate tutele antinfortunistiche in favore dei lavoratori subordinati sussiste indipendentemente dalla conclusione di un formale contratto di lavoro e si estende, pertanto, nei confronti di tutti gli addetti, anche solo di fatto, ad una determinata attività lavorativa, anche se questa sia svolta senza compenso alcuno e per mero spirito religioso”.

La Corte di Cassazione ha ribadito i principi già affermati da Cass. n. 23372/2013 e da Cass. n. 16749/2019.

In primo luogo, ha affermato che sussiste in capo al datore di lavoro, indipendentemente dalla conclusione di un valido contratto, l’obbligo di apprestare ogni tutela antinfortunistica per il lavoratore. Tale previsione, dunque, si estende nei confronti di tutti gli addetti, anche solo di fatto.

Inoltre, con particolare riguardo agli addetti alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la Suprema Corte ha affermato, altresì, che devono essere qualificati come dispositivi di protezione individuali gli “indumenti ad alta visibilità“, (nel caso in esame, giacca e pantalone di colore arancione fluorescente), in quanto diretti a proteggere i lavoratori dai pericoli connessi alla raccolta dei rifiuti in strada in concomitanza con la normale circolazione dei veicoli.

Tutele antinfortunistiche anche nei rapporti di mero fatto

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 11 marzo 2022, n. 8042

data: 27.03.2022
Area: Diritto del Lavoro

In materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, l’obbligo del datore di lavoro di apprestare adeguate tutele antinfortunistiche in favore dei lavoratori subordinati sussiste indipendentemente dalla conclusione di un formale contratto di lavoro e si estende, pertanto, nei confronti di tutti gli addetti, anche solo di fatto, ad una determinata attività lavorativa, anche se questa sia svolta senza compenso alcuno e per mero spirito religioso”.

La Corte di Cassazione ha ribadito i principi già affermati da Cass. n. 23372/2013 e da Cass. n. 16749/2019.

In primo luogo, ha affermato che sussiste in capo al datore di lavoro, indipendentemente dalla conclusione di un valido contratto, l’obbligo di apprestare ogni tutela antinfortunistica per il lavoratore. Tale previsione, dunque, si estende nei confronti di tutti gli addetti, anche solo di fatto.

Inoltre, con particolare riguardo agli addetti alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la Suprema Corte ha affermato, altresì, che devono essere qualificati come dispositivi di protezione individuali gli “indumenti ad alta visibilità“, (nel caso in esame, giacca e pantalone di colore arancione fluorescente), in quanto diretti a proteggere i lavoratori dai pericoli connessi alla raccolta dei rifiuti in strada in concomitanza con la normale circolazione dei veicoli.