INTRANET
Copyright 2020 - Quorum Studio Legale e Tributario Associato - Credits

Validità nei confronti dell’INPS della rinuncia all’indennità sostitutiva del preavviso da parte del lavoratore

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Sentenza n. 12933 del 13 maggio 2021

data: 27.05.2021
Area: Diritto del Lavoro

Con la Sentenza n. 12933 del 13 maggio 2021, la Suprema Corte si espressa con riferimento alla validità nei confronti dell’INPS della rinuncia all’indennità sostitutiva del preavviso, fatta dal lavoratore nell’ambito di un accordo transattivo successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro.

Gli ermellini hanno precisato che è nel momento stesso in cui il licenziamento acquista efficacia che sorge il diritto del lavoratore all’indennità sostitutiva del preavviso e la conseguente obbligazione contributiva su tale indennità.

In ragione di ciò, la rinuncia al diritto all’indennità da parte del lavoratore, se effettuata in un momento successivo al licenziamento, non potrà avere alcun effetto sull’obbligazione pubblicistica, preesistente alla rinuncia e ad essa indifferente perché il negozio abdicativo proviene da un soggetto (il lavoratore) diverso dal titolare (INPS). Lo stesso orientamento era già stato espresso in precedenza dalla Suprema corte con la decisione n. 17670/2007.

Infine, la decisione in commento ha evidenziato che con l’intimazione del licenziamento, l’indennità sostitutiva del preavviso rientra nel novero di “tutto ciò che ha diritto di ricevere” il lavoratore e viene attratta, per il suo intrinseco valore retributivo, nel rapporto assicurativo, autonomo e distinto, completamente insensibile, per quanto detto, all’effettiva erogazione e, dunque, all’argomento difensivo dell’essere o meno entrata nel patrimonio del lavoratore.

Validità nei confronti dell’INPS della rinuncia all’indennità sostitutiva del preavviso da parte del lavoratore

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Sentenza n. 12933 del 13 maggio 2021

data: 27.05.2021
Area: Diritto del Lavoro

Con la Sentenza n. 12933 del 13 maggio 2021, la Suprema Corte si espressa con riferimento alla validità nei confronti dell’INPS della rinuncia all’indennità sostitutiva del preavviso, fatta dal lavoratore nell’ambito di un accordo transattivo successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro.

Gli ermellini hanno precisato che è nel momento stesso in cui il licenziamento acquista efficacia che sorge il diritto del lavoratore all’indennità sostitutiva del preavviso e la conseguente obbligazione contributiva su tale indennità.

In ragione di ciò, la rinuncia al diritto all’indennità da parte del lavoratore, se effettuata in un momento successivo al licenziamento, non potrà avere alcun effetto sull’obbligazione pubblicistica, preesistente alla rinuncia e ad essa indifferente perché il negozio abdicativo proviene da un soggetto (il lavoratore) diverso dal titolare (INPS). Lo stesso orientamento era già stato espresso in precedenza dalla Suprema corte con la decisione n. 17670/2007.

Infine, la decisione in commento ha evidenziato che con l’intimazione del licenziamento, l’indennità sostitutiva del preavviso rientra nel novero di “tutto ciò che ha diritto di ricevere” il lavoratore e viene attratta, per il suo intrinseco valore retributivo, nel rapporto assicurativo, autonomo e distinto, completamente insensibile, per quanto detto, all’effettiva erogazione e, dunque, all’argomento difensivo dell’essere o meno entrata nel patrimonio del lavoratore.