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Accordo UPC: nuovi ostacoli alla legge di ratifica tedesca

data: 22.12.2020
Area: Proprietà Intellettuale

La ratifica dell’accordo per la costituzione di un Tribunale Unificato dei Brevetti (Unified Patent Court – UPC) da parte di tutti i Paesi interessati subisce una nuova battuta d’arresto. Dopo la dichiarazione di incostituzionalità da parte della Corte costituzionale federale tedesca – intervenuta lo scorso 20 marzo 2020 a seguito di un ricorso contro la legge tedesca di ratifica dell’accordo UPC, in quanto non approvata con la necessaria maggioranza qualificata dei membri del Bundestag – il Parlamento federale tedesco ha provveduto a una nuova votazione e ha approvato, con la dovuta maggioranza, il disegno di legge per la ratifica dell’UPC e il relativo Protocollo di applicazione provvisoria. A seguito di ciò, il Bundesrat (Consiglio federale) ha approvato il disegno di legge in data 18 dicembre 2020, dando così il via libera alla finalizzazione della procedura.

Tuttavia, lo stesso 18 dicembre, ben due nuovi ricorsi sono stati presentati alla Corte costituzionale federale contro tale legge di ratifica (casi 2 BvR 2216/20 e 2 BvR 2217/20). A seguito di ciò, è stato annunciato che la Corte costituzionale federale avrebbe chiesto al Bundespräsident (Presidente federale) di non firmare la legge di ratifica fino a nuove disposizioni. A quanto pare, il Presidente ha dato seguito a tale richiesta, astenendosi dalla firma.

Nel frattempo, l’avvocato che ha presentato uno dei due ricorsi (Ingve Bjorn Sterna) ha dichiarato di aver chiesto alla Corte di emettere un ordine provvisorio che impedisca alle istituzioni tedesche di portare a termine il processo di ratifica fino a una decisione nel procedimento di merito. Pertanto, la Corte costituzionale ha poi inviato i ricorsi al Parlamento tedesco, al Consiglio federale, al Cancelliere, al Ministero federale degli interni, al Ministero federale della giustizia e della tutela dei consumatori e al Ministero degli esteri per ottenere la loro opinione sulla domanda di concessione di un provvedimento provvisorio.

Accordo UPC: nuovi ostacoli alla legge di ratifica tedesca

data: 22.12.2020
Area: Proprietà Intellettuale

La ratifica dell’accordo per la costituzione di un Tribunale Unificato dei Brevetti (Unified Patent Court – UPC) da parte di tutti i Paesi interessati subisce una nuova battuta d’arresto. Dopo la dichiarazione di incostituzionalità da parte della Corte costituzionale federale tedesca – intervenuta lo scorso 20 marzo 2020 a seguito di un ricorso contro la legge tedesca di ratifica dell’accordo UPC, in quanto non approvata con la necessaria maggioranza qualificata dei membri del Bundestag – il Parlamento federale tedesco ha provveduto a una nuova votazione e ha approvato, con la dovuta maggioranza, il disegno di legge per la ratifica dell’UPC e il relativo Protocollo di applicazione provvisoria. A seguito di ciò, il Bundesrat (Consiglio federale) ha approvato il disegno di legge in data 18 dicembre 2020, dando così il via libera alla finalizzazione della procedura.

Tuttavia, lo stesso 18 dicembre, ben due nuovi ricorsi sono stati presentati alla Corte costituzionale federale contro tale legge di ratifica (casi 2 BvR 2216/20 e 2 BvR 2217/20). A seguito di ciò, è stato annunciato che la Corte costituzionale federale avrebbe chiesto al Bundespräsident (Presidente federale) di non firmare la legge di ratifica fino a nuove disposizioni. A quanto pare, il Presidente ha dato seguito a tale richiesta, astenendosi dalla firma.

Nel frattempo, l’avvocato che ha presentato uno dei due ricorsi (Ingve Bjorn Sterna) ha dichiarato di aver chiesto alla Corte di emettere un ordine provvisorio che impedisca alle istituzioni tedesche di portare a termine il processo di ratifica fino a una decisione nel procedimento di merito. Pertanto, la Corte costituzionale ha poi inviato i ricorsi al Parlamento tedesco, al Consiglio federale, al Cancelliere, al Ministero federale degli interni, al Ministero federale della giustizia e della tutela dei consumatori e al Ministero degli esteri per ottenere la loro opinione sulla domanda di concessione di un provvedimento provvisorio.