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Brevettabilità di piante e animali: il parere dell’EBA

data: 07.06.2020
Area: Proprietà Intellettuale

In data 14 maggio 2020 la Commissione di ricorso allargata (Enlarged Board of Appeal – EBA) dell’EPO ha emesso un parere nel caso G 0003/19, negando la brevettabilità delle piante e degli animali ottenuti esclusivamente con processi essenzialmente biologici. L’intervento dell’autorità giudiziaria si è reso necessario a seguito della decisione della Commissione tecnica di ricorso dell’EPO su un caso inerente alla possibilità di brevettazione di un nuovo tipo di pianta di peperoncino. In particolare, l’EBA ha affermato che l’art. 53 lettera b) della Convenzione sul Brevetto Europeo, laddove esclude che siano brevettabili “le varietà vegetali o le razze animali come pure i procedimenti essenzialmente biologici per l’ottenimento di vegetali o di animali”, deve essere interpretato in maniera dinamica, nel senso di escludere anche la brevettabilità di animali o vegetali ottenuti esclusivamente mediante quel tipo di procedimenti. In altri termini, ravvedendosi rispetto alle proprie precedenti pronunce nei casi G2/12 e G2/13, l’EBA ha affermato che non soltanto non è brevettabile il processo essenzialmente biologico per la creazione di varietà animali o vegetali, ma non lo è nemmeno il prodotto di tale processo.

A tale risultato l’EBA è pervenuto soprattutto in considerazione della decisione dell’Organizzazione Europea dei Brevetti di introdurre, nel regolamento di esecuzione della Convenzione sul Brevetto Europeo, la regola secondo la quale, appunto, “i brevetti europei non sono concessi per le piante o gli animali ottenuti esclusivamente mediante un processo essenzialmente biologico” (regola 28, par. 2). Infatti tale disposizione, in vigore dal 1° luglio 2017, risultava palesemente contrastante con le precedenti pronunce dell’EBA, la quale pertanto è stata nuovamente chiamata a pronunciarsi sulla questione e ha ritenuto di discostarsi dalle proprie precedenti decisioni. Comunque, la nuova interpretazione dell’art. 53 lettera b) della CBE non avrà effetto retroattivo rispetto ai brevetti concessi – o alle domande di brevetto presentate – prima del 1° luglio 2017.

Il parere dell’EBA può essere visionato presso il seguente indirizzo web:

https://www.epo.org/law-practice/case-law-appeals/pdf/g190003ex1.pdf

 

Brevettabilità di piante e animali: il parere dell’EBA

data: 07.06.2020
Area: Proprietà Intellettuale

In data 14 maggio 2020 la Commissione di ricorso allargata (Enlarged Board of Appeal – EBA) dell’EPO ha emesso un parere nel caso G 0003/19, negando la brevettabilità delle piante e degli animali ottenuti esclusivamente con processi essenzialmente biologici. L’intervento dell’autorità giudiziaria si è reso necessario a seguito della decisione della Commissione tecnica di ricorso dell’EPO su un caso inerente alla possibilità di brevettazione di un nuovo tipo di pianta di peperoncino. In particolare, l’EBA ha affermato che l’art. 53 lettera b) della Convenzione sul Brevetto Europeo, laddove esclude che siano brevettabili “le varietà vegetali o le razze animali come pure i procedimenti essenzialmente biologici per l’ottenimento di vegetali o di animali”, deve essere interpretato in maniera dinamica, nel senso di escludere anche la brevettabilità di animali o vegetali ottenuti esclusivamente mediante quel tipo di procedimenti. In altri termini, ravvedendosi rispetto alle proprie precedenti pronunce nei casi G2/12 e G2/13, l’EBA ha affermato che non soltanto non è brevettabile il processo essenzialmente biologico per la creazione di varietà animali o vegetali, ma non lo è nemmeno il prodotto di tale processo.

A tale risultato l’EBA è pervenuto soprattutto in considerazione della decisione dell’Organizzazione Europea dei Brevetti di introdurre, nel regolamento di esecuzione della Convenzione sul Brevetto Europeo, la regola secondo la quale, appunto, “i brevetti europei non sono concessi per le piante o gli animali ottenuti esclusivamente mediante un processo essenzialmente biologico” (regola 28, par. 2). Infatti tale disposizione, in vigore dal 1° luglio 2017, risultava palesemente contrastante con le precedenti pronunce dell’EBA, la quale pertanto è stata nuovamente chiamata a pronunciarsi sulla questione e ha ritenuto di discostarsi dalle proprie precedenti decisioni. Comunque, la nuova interpretazione dell’art. 53 lettera b) della CBE non avrà effetto retroattivo rispetto ai brevetti concessi – o alle domande di brevetto presentate – prima del 1° luglio 2017.

Il parere dell’EBA può essere visionato presso il seguente indirizzo web:

https://www.epo.org/law-practice/case-law-appeals/pdf/g190003ex1.pdf