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Copyright: le opere prodotte da giudici e legislatori nello svolgimento delle funzioni non sono protette

data: 07.05.2020
Area: Proprietà Intellettuale

La Corte Suprema statunitense, con una decisione del 27 aprile 2020, ha stabilito che il copyright non può essere esteso alle opere prodotte da giudici o legislatore nello svolgimento delle loro funzioni giudiziarie e legislative. Il caso ha coinvolto lo Stato della Georgia e la Public.Resource.Org (PRO), un’organizzazione no-profit dedicata a facilitare l’accesso pubblico a documenti governativi e testi legislativi ufficiali. Quest’ultima avrebbe infatti pubblicato online e distribuito alcune copie dell’Official Code of Georgia Annotated (OCGA), il codice unico dello Stato, contenente tutti gli statuti della Georgia e una serie di annotazioni non vincolanti realizzate da una divisione del gruppo LexisNexis, in virtù di un accordo con la Georgia Code Revision Commission (ente statale composto perlopiù da legislatori). A seguito di ciò, la Commissione ha citato in giudizio la PRO, per violazione dei diritti d’autore sulle annotazioni dell’OCGA. Il caso, sottoposto all’attenzione della Corte Suprema, è stato risolto in senso favorevole alla PRO con una maggioranza di 5 giudici su 9. Nella motivazione, il presidente Roberts ha richiamato una dottrina degli editti governativi, secondo cui i giudici hanno l’autorità di fare e interpretare la legge e non possono essere autori delle opere che preparano nell’adempimento di tali doveri, sulla base del fatto che nessuno può “possedere la legge”. Ciò, secondo l’opinione maggioritaria, non può che valere anche per i legislatori.

Pertanto, la Corte ha dapprima constatato che l’unico autore delle annotazioni all’OCGA dovesse identificarsi nella Commissione, la quale, in quanto parte della Legislatura della Georgia, è da considerarsi un legislatore. In secondo luogo, la Corte ha affermato che le annotazioni di cui si discute sono state effettivamente realizzate nell’esercizio delle funzioni legislative della Commissione. Ciò posto, in applicazione della suddetta dottrina, la maggioranza della Corte ha potuto affermare che le annotazioni non fossero soggette a copyright e come tale liberamente utilizzabili dalla PRO.

Copyright: le opere prodotte da giudici e legislatori nello svolgimento delle funzioni non sono protette

data: 07.05.2020
Area: Proprietà Intellettuale

La Corte Suprema statunitense, con una decisione del 27 aprile 2020, ha stabilito che il copyright non può essere esteso alle opere prodotte da giudici o legislatore nello svolgimento delle loro funzioni giudiziarie e legislative. Il caso ha coinvolto lo Stato della Georgia e la Public.Resource.Org (PRO), un’organizzazione no-profit dedicata a facilitare l’accesso pubblico a documenti governativi e testi legislativi ufficiali. Quest’ultima avrebbe infatti pubblicato online e distribuito alcune copie dell’Official Code of Georgia Annotated (OCGA), il codice unico dello Stato, contenente tutti gli statuti della Georgia e una serie di annotazioni non vincolanti realizzate da una divisione del gruppo LexisNexis, in virtù di un accordo con la Georgia Code Revision Commission (ente statale composto perlopiù da legislatori). A seguito di ciò, la Commissione ha citato in giudizio la PRO, per violazione dei diritti d’autore sulle annotazioni dell’OCGA. Il caso, sottoposto all’attenzione della Corte Suprema, è stato risolto in senso favorevole alla PRO con una maggioranza di 5 giudici su 9. Nella motivazione, il presidente Roberts ha richiamato una dottrina degli editti governativi, secondo cui i giudici hanno l’autorità di fare e interpretare la legge e non possono essere autori delle opere che preparano nell’adempimento di tali doveri, sulla base del fatto che nessuno può “possedere la legge”. Ciò, secondo l’opinione maggioritaria, non può che valere anche per i legislatori.

Pertanto, la Corte ha dapprima constatato che l’unico autore delle annotazioni all’OCGA dovesse identificarsi nella Commissione, la quale, in quanto parte della Legislatura della Georgia, è da considerarsi un legislatore. In secondo luogo, la Corte ha affermato che le annotazioni di cui si discute sono state effettivamente realizzate nell’esercizio delle funzioni legislative della Commissione. Ciò posto, in applicazione della suddetta dottrina, la maggioranza della Corte ha potuto affermare che le annotazioni non fossero soggette a copyright e come tale liberamente utilizzabili dalla PRO.