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Diritto d’autore: il layout dei negozi è tutelabile

Cassazione civile, sez. I, 30 aprile 2020, n. 8433. Pres. Genovese. Est. Iofrida

data: 15.05.2020
Area: Proprietà Intellettuale

La Cassazione si è pronunciata in materia di diritto d’autore, affermando un principio che estende l’applicabilità dell’art. 2 n. 5 l.d.a., dunque la tutelabilità quale disegno o opera dell’architettura, a quei progetti o opere di arredamento d’interni in cui “ricorra una progettazione unitaria, con l’adozione di uno schema in sé definito e visivamente apprezzabile, che riveli una chiara “chiave stilistica”, di componenti organizzate e coordinate per rendere l’ambiente funzionale ed armonico, ovvero l’impronta personale dell’autore”. Irrilevante è invece il requisito dell’inscindibilità tra elementi di arredo e immobile, così come il fatto che i singoli elementi di arredo siano semplici o comuni o già utilizzati nel settore: ciò che conta è che il risultato sia una “combinazione originale, non imposto dalla volontà di dare soluzione ad un problema tecnico-funzionale da parte dell’autore”. La sentenza è stata emessa nel caso Kiko v. Wycon, relativo alla tutela del design dei negozi: la Corte ha riconosciuto che il layout del concept store di Kiko è tutelabile secondo le leggi sul diritto d’autore e ne è avvenuta la violazione. Tuttavia, sotto altri profili, la Corte accoglie i motivi di Wycon con riferimento all’asserita condotta di concorrenza sleale e al quantum del risarcimento del danno. Quanto al primo aspetto, l’eventuale concorrenza parassitaria di Wycon non è stata provata e il relativo accertamento è stato rimesso alla Corte d’Appello di Milano, per essere oggetto di una valutazione più puntuale. Sotto il secondo profilo, la Corte non ha ritenuto corretto che la liquidazione del danno si basasse sulla somma che Kiko avrebbe pagato all’architetto autore del progetto di negozio, anziché sulla somma che Wycon avrebbe dovuto pagare a Kiko per l’acquisto dei diritti d’autore sul layout, rimettendo quindi alla Corte d’Appello il compito di rideterminare il risarcimento del danno dovuto.

Diritto d’autore: il layout dei negozi è tutelabile

Cassazione civile, sez. I, 30 aprile 2020, n. 8433. Pres. Genovese. Est. Iofrida

data: 15.05.2020
Area: Proprietà Intellettuale

La Cassazione si è pronunciata in materia di diritto d’autore, affermando un principio che estende l’applicabilità dell’art. 2 n. 5 l.d.a., dunque la tutelabilità quale disegno o opera dell’architettura, a quei progetti o opere di arredamento d’interni in cui “ricorra una progettazione unitaria, con l’adozione di uno schema in sé definito e visivamente apprezzabile, che riveli una chiara “chiave stilistica”, di componenti organizzate e coordinate per rendere l’ambiente funzionale ed armonico, ovvero l’impronta personale dell’autore”. Irrilevante è invece il requisito dell’inscindibilità tra elementi di arredo e immobile, così come il fatto che i singoli elementi di arredo siano semplici o comuni o già utilizzati nel settore: ciò che conta è che il risultato sia una “combinazione originale, non imposto dalla volontà di dare soluzione ad un problema tecnico-funzionale da parte dell’autore”. La sentenza è stata emessa nel caso Kiko v. Wycon, relativo alla tutela del design dei negozi: la Corte ha riconosciuto che il layout del concept store di Kiko è tutelabile secondo le leggi sul diritto d’autore e ne è avvenuta la violazione. Tuttavia, sotto altri profili, la Corte accoglie i motivi di Wycon con riferimento all’asserita condotta di concorrenza sleale e al quantum del risarcimento del danno. Quanto al primo aspetto, l’eventuale concorrenza parassitaria di Wycon non è stata provata e il relativo accertamento è stato rimesso alla Corte d’Appello di Milano, per essere oggetto di una valutazione più puntuale. Sotto il secondo profilo, la Corte non ha ritenuto corretto che la liquidazione del danno si basasse sulla somma che Kiko avrebbe pagato all’architetto autore del progetto di negozio, anziché sulla somma che Wycon avrebbe dovuto pagare a Kiko per l’acquisto dei diritti d’autore sul layout, rimettendo quindi alla Corte d’Appello il compito di rideterminare il risarcimento del danno dovuto.