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Francia: condanna per violazione del diritto d’autore a seguito della riproduzione scultorea di una campagna pubblicitaria

data: 08.04.2021
Area: Proprietà Intellettuale

Un recente caso deciso dalla Corte d’Appello di Parigi si è chiuso con la condanna di un noto scultore per violazione dei diritti d’autore del Creative Director di una campagna pubblicitaria per un marchio di abbigliamento. In tale pubblicità era raffigurato un maiale, con una botte di rum legata attorno al collo, nell’atto di soccorrere una ragazza sdraiata nella neve: immagine totalmente ripresa dalla scultura dell’artista accusato di plagio.

In particolare, i giudici francesi hanno ritenuto che l’opera pubblicitaria imitata avesse i requisiti di creatività necessari per ottenere tutela sotto il profilo del diritto d’autore e, constatando come la successiva scultura ne avesse ripreso tutti gli elementi originali, hanno dichiarato sussistente la violazione. Sono state dunque respinte le eccezioni dello scultore, che invocava il proprio diritto alla libertà di espressione artistica richiamando la scusante della parodia (in Francia espressamente prevista dal codice della proprietà intellettuale). A tal riguardo, la Corte francese ha ritenuto che insussistenti i presupposti della parodia precisati dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea, ossia l’opera successiva evochi l’opera parodiata, che non rischi di essere confusa con quest’ultima e che concretizzi una manifestazione di umorismo o beffa (cfr. CGUE 3 settembre 2014, C-601/13).

Francia: condanna per violazione del diritto d’autore a seguito della riproduzione scultorea di una campagna pubblicitaria

data: 08.04.2021
Area: Proprietà Intellettuale

Un recente caso deciso dalla Corte d’Appello di Parigi si è chiuso con la condanna di un noto scultore per violazione dei diritti d’autore del Creative Director di una campagna pubblicitaria per un marchio di abbigliamento. In tale pubblicità era raffigurato un maiale, con una botte di rum legata attorno al collo, nell’atto di soccorrere una ragazza sdraiata nella neve: immagine totalmente ripresa dalla scultura dell’artista accusato di plagio.

In particolare, i giudici francesi hanno ritenuto che l’opera pubblicitaria imitata avesse i requisiti di creatività necessari per ottenere tutela sotto il profilo del diritto d’autore e, constatando come la successiva scultura ne avesse ripreso tutti gli elementi originali, hanno dichiarato sussistente la violazione. Sono state dunque respinte le eccezioni dello scultore, che invocava il proprio diritto alla libertà di espressione artistica richiamando la scusante della parodia (in Francia espressamente prevista dal codice della proprietà intellettuale). A tal riguardo, la Corte francese ha ritenuto che insussistenti i presupposti della parodia precisati dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea, ossia l’opera successiva evochi l’opera parodiata, che non rischi di essere confusa con quest’ultima e che concretizzi una manifestazione di umorismo o beffa (cfr. CGUE 3 settembre 2014, C-601/13).