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Il Tribunale di Milano su un caso di accertamento negativo della contraffazione

Tribunale di Milano, ord. 23/09/2020, Giudice Anna Bellesi

data: 09.10.2020
Area: Proprietà Intellettuale

Di recente il Tribunale di Milano ha emesso un’ordinanza in tema di accertamento negativo della contraffazione nell’ambito del settore vitivinicolo.

Il caso riguardava il ricorso depositato da un’azienda agricola italiana al fine di ottenere la pronuncia, in via cautelare, di un provvedimento con cui venisse affermato che l’adozione del marchio depositato dalla ricorrente presso l’UIBM non costituisse violazione dei marchi figurativi di titolarità della resistente, azienda vinicola californiana, che aveva presentato opposizione al deposito anzidetto.

Nella propria sentenza, il Tribunale in primo luogo ha valutato la sussistenza del requisito del fumus boni iuris, analizzando i due marchi a confronto per valutarne la potenziale confondibilità. Sulla base di un’analisi condotta sia sul piano visivo che sul piano fonetico, il Tribunale è giunto alla conclusione che i marchi in parola, avendo un diverso impatto sul pubblico ed essendo indubbiamente percepiti in maniera differente, non possono ritenersi tra loro confondibili. Con riferimento invece al presupposto del periculum in mora, il Tribunale ha accolto le argomentazioni della società ricorrente, che ha dedotto a proprio sostegno la sussistenza di uno stato di oggettiva incertezza nell’utilizzo del marchio depositato, a causa delle pretese e contestazioni che la resistente ha avanzato o potrebbe avanzare con riferimento al marchio stesso. Il giudice ha ritenuto tale situazione di incertezza di per sé sufficiente a giustificare l’iniziativa cautelare, in quanto “impedisce alla ricorrente una adeguata pianificazione della propria attività produttiva, esponendola al rischio di veder vanificati i propri investimenti”. Alla luce di tutto ciò, il Tribunale ha quindi accolto il ricorso pronunciando un provvedimento di accertamento negativo della contraffazione.

Il Tribunale di Milano su un caso di accertamento negativo della contraffazione

Tribunale di Milano, ord. 23/09/2020, Giudice Anna Bellesi

data: 09.10.2020
Area: Proprietà Intellettuale

Di recente il Tribunale di Milano ha emesso un’ordinanza in tema di accertamento negativo della contraffazione nell’ambito del settore vitivinicolo.

Il caso riguardava il ricorso depositato da un’azienda agricola italiana al fine di ottenere la pronuncia, in via cautelare, di un provvedimento con cui venisse affermato che l’adozione del marchio depositato dalla ricorrente presso l’UIBM non costituisse violazione dei marchi figurativi di titolarità della resistente, azienda vinicola californiana, che aveva presentato opposizione al deposito anzidetto.

Nella propria sentenza, il Tribunale in primo luogo ha valutato la sussistenza del requisito del fumus boni iuris, analizzando i due marchi a confronto per valutarne la potenziale confondibilità. Sulla base di un’analisi condotta sia sul piano visivo che sul piano fonetico, il Tribunale è giunto alla conclusione che i marchi in parola, avendo un diverso impatto sul pubblico ed essendo indubbiamente percepiti in maniera differente, non possono ritenersi tra loro confondibili. Con riferimento invece al presupposto del periculum in mora, il Tribunale ha accolto le argomentazioni della società ricorrente, che ha dedotto a proprio sostegno la sussistenza di uno stato di oggettiva incertezza nell’utilizzo del marchio depositato, a causa delle pretese e contestazioni che la resistente ha avanzato o potrebbe avanzare con riferimento al marchio stesso. Il giudice ha ritenuto tale situazione di incertezza di per sé sufficiente a giustificare l’iniziativa cautelare, in quanto “impedisce alla ricorrente una adeguata pianificazione della propria attività produttiva, esponendola al rischio di veder vanificati i propri investimenti”. Alla luce di tutto ciò, il Tribunale ha quindi accolto il ricorso pronunciando un provvedimento di accertamento negativo della contraffazione.