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Il Tribunale UE sul rischio di confusione ai fini della registrazione di marchi europei

Tribunale dell’Unione Europea, 2 dicembre 2020, causa T‑639/19

data: 18.12.2020
Area: Proprietà Intellettuale

Con una recente sentenza, il Tribunale dell’Unione Europea si è espresso in tema di valutazione del rischio di confusione ai fini della registrazione di un marchio UE ai sensi dell’art. 8 del regolamento n. 207/2009/CE (ora regolamento n. 2017/1001/UE).

In particolare, esso ha ribadito che la registrazione di un marchio deve essere rifiutata laddove, a causa della sua identità o somiglianza con un marchio anteriore o a causa dell’identità o somiglianza dei prodotti o servizi designati dal marchio stesso e da uno anteriore, esista un rischio di confusione nella mente del pubblico del territorio in cui il marchio anteriore è protetto.

Ebbene, tale rischio di confusione deve essere valutato globalmente, in base alla percezione del pubblico di riferimento e tenendo conto dell’interdipendenza tra i fattori considerati, e in particolare tra la somiglianza dei segni e la somiglianza dei prodotti o servizi designati. In altri termini, un alto grado di somiglianza tra i marchi può essere compensato da un basso grado di somiglianza tra i prodotti o servizi designati e viceversa. Inoltre, il Tribunale ha ribadito che il rischio di confusione dipende anche dalla conoscenza del marchio da parte del pubblico sul mercato di riferimento. Infatti, i marchi che hanno una elevata distintività, in virtù della loro popolarità o anche intrinsecamente, godono di una protezione più ampia rispetto a quelli meno distintivi. Sulla base di questo ragionamento, nel caso di specie il Tribunale ha annullato la decisione della quarta commissione di ricorso dell’EUIPO, la quale aveva ritenuto che, nonostante l’identità dei prodotti e l’interdipendenza tra la somiglianza dei segni e l’identità dei prodotti, le deboli somiglianze esistenti tra i segni e il carattere distintivo normale del marchio anteriore non creassero confusione nella mente del pubblico rilevante.

Il Tribunale UE sul rischio di confusione ai fini della registrazione di marchi europei

Tribunale dell’Unione Europea, 2 dicembre 2020, causa T‑639/19

data: 18.12.2020
Area: Proprietà Intellettuale

Con una recente sentenza, il Tribunale dell’Unione Europea si è espresso in tema di valutazione del rischio di confusione ai fini della registrazione di un marchio UE ai sensi dell’art. 8 del regolamento n. 207/2009/CE (ora regolamento n. 2017/1001/UE).

In particolare, esso ha ribadito che la registrazione di un marchio deve essere rifiutata laddove, a causa della sua identità o somiglianza con un marchio anteriore o a causa dell’identità o somiglianza dei prodotti o servizi designati dal marchio stesso e da uno anteriore, esista un rischio di confusione nella mente del pubblico del territorio in cui il marchio anteriore è protetto.

Ebbene, tale rischio di confusione deve essere valutato globalmente, in base alla percezione del pubblico di riferimento e tenendo conto dell’interdipendenza tra i fattori considerati, e in particolare tra la somiglianza dei segni e la somiglianza dei prodotti o servizi designati. In altri termini, un alto grado di somiglianza tra i marchi può essere compensato da un basso grado di somiglianza tra i prodotti o servizi designati e viceversa. Inoltre, il Tribunale ha ribadito che il rischio di confusione dipende anche dalla conoscenza del marchio da parte del pubblico sul mercato di riferimento. Infatti, i marchi che hanno una elevata distintività, in virtù della loro popolarità o anche intrinsecamente, godono di una protezione più ampia rispetto a quelli meno distintivi. Sulla base di questo ragionamento, nel caso di specie il Tribunale ha annullato la decisione della quarta commissione di ricorso dell’EUIPO, la quale aveva ritenuto che, nonostante l’identità dei prodotti e l’interdipendenza tra la somiglianza dei segni e l’identità dei prodotti, le deboli somiglianze esistenti tra i segni e il carattere distintivo normale del marchio anteriore non creassero confusione nella mente del pubblico rilevante.