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La relazione dell’EUIPO sul rapporto tra le tecnologie di riconoscimento automatico dei contenuti e la proprietà intellettuale

Consiglio di Stato, sez. III, 02/11/2020, n. 6745

data: 27.11.2020
Area: Proprietà Intellettuale

L’EUIPO ha recentemente pubblicato un report dal titolo “Automated Content Recognition: Discussion Paper – Phase 1 – ‘Existing technologies and their impact on IP’”, che analizza l’incidenza sul mondo IP della funzionalità dei sistemi informatici che consente il riconoscimento automatico dei contenuti.

Nello specifico, l’ACR (automated content recognition) è una funzione che consente di riconoscere brevi estratti o determinati elementi di un qualsiasi contenuto informatico. Si tratta di una funzionalità ormai molto utilizzata e fondamentale per una vasta gamma di scopi, dai nuovi sviluppi nei settori dei media digitali, del commercio elettronico o del cloud computing, alla gestione delle principali sfide sociali (abusi online, diffusione di contenuti terroristici, ecc.), fino alla protezione e gestione dei diritti di proprietà intellettuale. In quest’ultimo campo, in particolare, l’ACR ha un impatto notevole, soprattutto laddove utilizzato per identificare prodotti contraffatti sugli e-commerce o per scovare tentativi di utilizzo illecito di contenuti protetti dal diritto d’autore presenti sulle piattaforme online.

Il lavoro dell’EUIPO è diviso in due fasi. La prima fase, oggetto del report in commento, si occupa della descrizione di diverse tecnologie ACR, fornendo vari esempi e riportandone i rispettivi vantaggi e limiti. In particolare, l’EUIPO prende in considerazione tecnologie quali l’hashing per il riconoscimento di file digitali; il watermarking per il riconoscimento di copie digitali in precedenza contrassegnate; il fingerprinting per il riconoscimento di un estratto di un contenuto; e le soluzioni avanzate basate sull’IA, per il riconoscimento di caratteristiche o elementi specifici di un contenuto. Di ognuna di queste tecnologie vengono evidenziati i punti di forza e debolezza, le principali caratteristiche e la loro capacità di essere combinate con altre tecnologie. Infatti, l’EUIPO evidenzia che la maggiore sfida per lo sviluppo e l’utilizzo dell’ACR sta nel trovare il giusto bilanciamento tra la necessità di garantire l’accuratezza nel riconoscimento dei contenuti, evitando al contempo l’alterazione dei contenuti stessi, e la capacità di archiviare i dati e le risorse computazionali necessarie per implementarli. Tuttavia, l’utilizzo delle tecnologie ACR più accurate e robuste richiede un enorme potere computazionale nonché investimenti molto significativi. La soluzione esaminata dall’EUIPO, e già utilizzata, è appunto quella di combinare diverse tecnologie ACR, ad esempio utilizzando risorse avanzate basate sull’IA per riconoscere contenuti illegali, per poi sottoporre i file così identificati ad hashing (che richiede meno risorse) per trovare tutti i file identici.

Da questo report emerge come le tecnologie ACR possono essere usate per una molteplicità di scopi. Nel campo della proprietà intellettuale, per quanto qui di interesse, esse possono servire a svariate funzioni, quali: riconoscimento dei loghi, anticontraffazione, antipirateria, riconoscimento del plagio di documenti o codici sorgente, inserimenti pubblicitari personalizzati, riconoscimento di prodotti autentici e/o falsi e così via.

La seconda fase del report conterrà un’analisi più dettagliata sullo sviluppo e sugli usi complementari delle tecnologie ACR, con specifico riferimento al loro utilizzo per la gestione e protezione dei diritti di proprietà intellettuale. Tale fase dovrebbe essere finalizzata entro il secondo trimestre del 2021.

La relazione dell’EUIPO sul rapporto tra le tecnologie di riconoscimento automatico dei contenuti e la proprietà intellettuale

Consiglio di Stato, sez. III, 02/11/2020, n. 6745

data: 27.11.2020
Area: Proprietà Intellettuale

L’EUIPO ha recentemente pubblicato un report dal titolo “Automated Content Recognition: Discussion Paper – Phase 1 – ‘Existing technologies and their impact on IP’”, che analizza l’incidenza sul mondo IP della funzionalità dei sistemi informatici che consente il riconoscimento automatico dei contenuti.

Nello specifico, l’ACR (automated content recognition) è una funzione che consente di riconoscere brevi estratti o determinati elementi di un qualsiasi contenuto informatico. Si tratta di una funzionalità ormai molto utilizzata e fondamentale per una vasta gamma di scopi, dai nuovi sviluppi nei settori dei media digitali, del commercio elettronico o del cloud computing, alla gestione delle principali sfide sociali (abusi online, diffusione di contenuti terroristici, ecc.), fino alla protezione e gestione dei diritti di proprietà intellettuale. In quest’ultimo campo, in particolare, l’ACR ha un impatto notevole, soprattutto laddove utilizzato per identificare prodotti contraffatti sugli e-commerce o per scovare tentativi di utilizzo illecito di contenuti protetti dal diritto d’autore presenti sulle piattaforme online.

Il lavoro dell’EUIPO è diviso in due fasi. La prima fase, oggetto del report in commento, si occupa della descrizione di diverse tecnologie ACR, fornendo vari esempi e riportandone i rispettivi vantaggi e limiti. In particolare, l’EUIPO prende in considerazione tecnologie quali l’hashing per il riconoscimento di file digitali; il watermarking per il riconoscimento di copie digitali in precedenza contrassegnate; il fingerprinting per il riconoscimento di un estratto di un contenuto; e le soluzioni avanzate basate sull’IA, per il riconoscimento di caratteristiche o elementi specifici di un contenuto. Di ognuna di queste tecnologie vengono evidenziati i punti di forza e debolezza, le principali caratteristiche e la loro capacità di essere combinate con altre tecnologie. Infatti, l’EUIPO evidenzia che la maggiore sfida per lo sviluppo e l’utilizzo dell’ACR sta nel trovare il giusto bilanciamento tra la necessità di garantire l’accuratezza nel riconoscimento dei contenuti, evitando al contempo l’alterazione dei contenuti stessi, e la capacità di archiviare i dati e le risorse computazionali necessarie per implementarli. Tuttavia, l’utilizzo delle tecnologie ACR più accurate e robuste richiede un enorme potere computazionale nonché investimenti molto significativi. La soluzione esaminata dall’EUIPO, e già utilizzata, è appunto quella di combinare diverse tecnologie ACR, ad esempio utilizzando risorse avanzate basate sull’IA per riconoscere contenuti illegali, per poi sottoporre i file così identificati ad hashing (che richiede meno risorse) per trovare tutti i file identici.

Da questo report emerge come le tecnologie ACR possono essere usate per una molteplicità di scopi. Nel campo della proprietà intellettuale, per quanto qui di interesse, esse possono servire a svariate funzioni, quali: riconoscimento dei loghi, anticontraffazione, antipirateria, riconoscimento del plagio di documenti o codici sorgente, inserimenti pubblicitari personalizzati, riconoscimento di prodotti autentici e/o falsi e così via.

La seconda fase del report conterrà un’analisi più dettagliata sullo sviluppo e sugli usi complementari delle tecnologie ACR, con specifico riferimento al loro utilizzo per la gestione e protezione dei diritti di proprietà intellettuale. Tale fase dovrebbe essere finalizzata entro il secondo trimestre del 2021.