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La tutela dei segni distintivi dei partiti politici

Cassazione Civile, Sez. I, ord. 16 giugno 2020, n. 11635, Pres. Di Virgilio, Rel. De Marzo

data: 26.06.2020
Area: Proprietà Intellettuale

La Cassazione è recentemente intervenuta in tema di tutela della denominazione e dei segni distintivi dei partiti politici, cassando una pronuncia della Corte d’Appello di Firenze, la quale aveva respinto le domande proposte da due associazioni politiche al fine di ottenere l’accertamento del proprio diritto all’uso esclusivo della denominazione, dell’acronimo e dell’emblema, con conseguente inibitoria all’uso di tali segni da parte dell’associazione convenuta. In particolare, la Corte territoriale aveva ritenuto insussistente la lamentata violazione del diritto esclusivo all’utilizzo del simbolo e del nome, derivante sia dalla debolezza distintiva degli stessi, sia dagli accorgimenti adottati per evitare confusioni.

Nell’accogliere il ricorso, la Cassazione, in primo luogo, afferma che al partito politico dev’essere applicata la disciplina dell’associazione non riconosciuta. Tale associazione, quale soggetto di diritto equiparabile a una persona giuridica, beneficia certamente della tutela dei propri segni distintivi, dalla quale discende la possibilità di chiedere la cessazione di eventuali indebiti utilizzi di tali segni, la connessa reintegrazione patrimoniale e il risarcimento del danno ex art. 2059 c.c. (il quale comprende qualsiasi danno derivante dalla lesione dei diritti della personalità, quali il diritto al nome, all’identità e all’immagine dell’ente). Inoltre, la Corte ribadisce che il nome di una persona giuridica rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 7 c.c., quale segno di identificazione della persona stessa, indipendentemente dalla sua natura e dall’eventuale svolgimento di attività imprenditoriale, in virtù del c.d. principium individuationis. In altri termini, quando ci si pone al di fuori del mercato, la tutela dei segni distintivi mira non già alla protezione di interessi economici, bensì alla tutela del complesso di valori e finalità che sono perseguiti dalla persona giuridica in questione. Infine, con specifico riferimento ai partiti politici, entrano in gioco gli artt. 2, 21 e 49 della Costituzione Italiana, che fondano la tutela dell’identità di tali gruppi in quanto centri autonomi di espressione di idee e azioni.

La tutela dei segni distintivi dei partiti politici

Cassazione Civile, Sez. I, ord. 16 giugno 2020, n. 11635, Pres. Di Virgilio, Rel. De Marzo

data: 26.06.2020
Area: Proprietà Intellettuale

La Cassazione è recentemente intervenuta in tema di tutela della denominazione e dei segni distintivi dei partiti politici, cassando una pronuncia della Corte d’Appello di Firenze, la quale aveva respinto le domande proposte da due associazioni politiche al fine di ottenere l’accertamento del proprio diritto all’uso esclusivo della denominazione, dell’acronimo e dell’emblema, con conseguente inibitoria all’uso di tali segni da parte dell’associazione convenuta. In particolare, la Corte territoriale aveva ritenuto insussistente la lamentata violazione del diritto esclusivo all’utilizzo del simbolo e del nome, derivante sia dalla debolezza distintiva degli stessi, sia dagli accorgimenti adottati per evitare confusioni.

Nell’accogliere il ricorso, la Cassazione, in primo luogo, afferma che al partito politico dev’essere applicata la disciplina dell’associazione non riconosciuta. Tale associazione, quale soggetto di diritto equiparabile a una persona giuridica, beneficia certamente della tutela dei propri segni distintivi, dalla quale discende la possibilità di chiedere la cessazione di eventuali indebiti utilizzi di tali segni, la connessa reintegrazione patrimoniale e il risarcimento del danno ex art. 2059 c.c. (il quale comprende qualsiasi danno derivante dalla lesione dei diritti della personalità, quali il diritto al nome, all’identità e all’immagine dell’ente). Inoltre, la Corte ribadisce che il nome di una persona giuridica rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 7 c.c., quale segno di identificazione della persona stessa, indipendentemente dalla sua natura e dall’eventuale svolgimento di attività imprenditoriale, in virtù del c.d. principium individuationis. In altri termini, quando ci si pone al di fuori del mercato, la tutela dei segni distintivi mira non già alla protezione di interessi economici, bensì alla tutela del complesso di valori e finalità che sono perseguiti dalla persona giuridica in questione. Infine, con specifico riferimento ai partiti politici, entrano in gioco gli artt. 2, 21 e 49 della Costituzione Italiana, che fondano la tutela dell’identità di tali gruppi in quanto centri autonomi di espressione di idee e azioni.