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L’EUIPO sui marchi di lettere e l’impressione complessiva del segno

Cassazione civile (ord.), sez. I, 02/03/2021, n. 5666, Pres. Genovese, Rel. Iofrida

data: 26.03.2021
Area: Proprietà Intellettuale

Con decisione del 4 marzo 2021, la Divisione di Opposizione dell’EUIPO si è soffermata sulla declinazione in concreto del concetto di rischio di confusione ex art. 8, paragrafo 1, lett. b) RMUE nel caso di marchi di lettere in conflitto.

In particolare, viene ricordato che il rischio di confusione deve essere valutato globalmente, tenendo conto di tutti i fattori rilevanti per le circostanze concrete, tra cui il grado di riconoscibilità del marchio, l’associazione che il pubblico può fare tra due marchi e il grado di somiglianza tra i segni e tra i prodotti/servizi coinvolti. Nella specie, i prodotti sono stati ritenuti identici e rivolti a un grande pubblico dotato di media attenzione. Dopo aver ritenuto che il marchio anteriore godesse di un carattere distintivo normale, la Divisione l’ha messo a confronto con il marchio successivo e ha riscontrato tra essi un basso grado di somiglianza. Nell’effettuare la propria valutazione, in particolare ha constatato che, essendo gli elementi verbali dei segni piuttosto brevi (trattandosi di poche lettere), anche piccole differenze possono produrre un’impressione complessiva diversa nel pubblico di riferimento. Dunque, l’EUIPO afferma che, nel caso di segni testuali brevi, le lettere che li compongono e il modo in cui appaiono in ciascuno di essi è determinante.

L’EUIPO sui marchi di lettere e l’impressione complessiva del segno

Cassazione civile (ord.), sez. I, 02/03/2021, n. 5666, Pres. Genovese, Rel. Iofrida

data: 26.03.2021
Area: Proprietà Intellettuale

Con decisione del 4 marzo 2021, la Divisione di Opposizione dell’EUIPO si è soffermata sulla declinazione in concreto del concetto di rischio di confusione ex art. 8, paragrafo 1, lett. b) RMUE nel caso di marchi di lettere in conflitto.

In particolare, viene ricordato che il rischio di confusione deve essere valutato globalmente, tenendo conto di tutti i fattori rilevanti per le circostanze concrete, tra cui il grado di riconoscibilità del marchio, l’associazione che il pubblico può fare tra due marchi e il grado di somiglianza tra i segni e tra i prodotti/servizi coinvolti. Nella specie, i prodotti sono stati ritenuti identici e rivolti a un grande pubblico dotato di media attenzione. Dopo aver ritenuto che il marchio anteriore godesse di un carattere distintivo normale, la Divisione l’ha messo a confronto con il marchio successivo e ha riscontrato tra essi un basso grado di somiglianza. Nell’effettuare la propria valutazione, in particolare ha constatato che, essendo gli elementi verbali dei segni piuttosto brevi (trattandosi di poche lettere), anche piccole differenze possono produrre un’impressione complessiva diversa nel pubblico di riferimento. Dunque, l’EUIPO afferma che, nel caso di segni testuali brevi, le lettere che li compongono e il modo in cui appaiono in ciascuno di essi è determinante.