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L’USPTO segue la linea europea: nessun brevetto concesso a “inventori” non umani

United States Patent and Trademark Office, 22 April 2020, Application No. 16/524,350

data: 15.05.2020
Area: Proprietà Intellettuale

L’Ufficio statunitense per brevetti e marchi (USPTO), in una decisione del 22 aprile, ha affermato che soltanto le persone fisiche possono essere considerate “inventori” ai fini della concessione di un brevetto. Tale decisione si pone in continuità con quanto in precedenza affermato dagli Uffici europeo (EPO) e britannico (UKIPO). Nel caso in questione, sono state proposte due domande di brevetto riguardanti un’invenzione sviluppata da Dabus, un sistema di intelligenza artificiale creativo sviluppato dal Dr. Stephen Thaler (il quale nella domanda figura come richiedente e assegnatario del brevetto). Si tratta, in sintesi, di una macchina che funziona grazie all’utilizzo di reti neurali artificiali a più livelli, che vengono addestrate tramite una serie di input per permettere al sistema di realizzare l’invenzione finale in perfetta autonomia, senza l’intervento umano. Sulla base di ciò, nella domanda di brevetto Dabus è stato indicato come unico inventore.

Tuttavia, l’USPTO ha negato che un sistema automatico possa essere riconosciuto quale autore di un’invenzione, ai fini della brevettabilità della stessa, soprattutto in considerazione del fatto che ciò sarebbe “in contraddizione con la semplice lettura degli statuti sui brevetti, che si riferiscono a persone e individui”. Lo stesso Codice degli Stati Uniti sembra sottintendere la natura di persone fisiche degli inventori, utilizzando in materia termini quali “chiunque inventa…” (cfr. 35 U.S.C. § 101), “sé stesso”, “individuo” o “persona” (cfr. 35 U.S.C. § 115). A conferma di ciò, l’USPTO ha fatto anche riferimento alla giurisprudenza della Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Circuito Federale, che in un suo precedente ha affermato che gli inventori sono individui che concepiscono un’invenzione tramite un “atto mentale”, e come tali non possono che essere persone fisiche. Ancora, un identico concetto di “concepimento” dell’idea è affermato nel Manuale dell’UPSTO sulla procedura di esame dei brevetti, il quale richiede che l’idea dell’invenzione si formi nella mente dell’inventore. Proprio il rigore testuale delle fonti menzionate ha portato l’Ufficio a negare la qualifica di inventore a un sistema di IA.

L’USPTO segue la linea europea: nessun brevetto concesso a “inventori” non umani

United States Patent and Trademark Office, 22 April 2020, Application No. 16/524,350

data: 15.05.2020
Area: Proprietà Intellettuale

L’Ufficio statunitense per brevetti e marchi (USPTO), in una decisione del 22 aprile, ha affermato che soltanto le persone fisiche possono essere considerate “inventori” ai fini della concessione di un brevetto. Tale decisione si pone in continuità con quanto in precedenza affermato dagli Uffici europeo (EPO) e britannico (UKIPO). Nel caso in questione, sono state proposte due domande di brevetto riguardanti un’invenzione sviluppata da Dabus, un sistema di intelligenza artificiale creativo sviluppato dal Dr. Stephen Thaler (il quale nella domanda figura come richiedente e assegnatario del brevetto). Si tratta, in sintesi, di una macchina che funziona grazie all’utilizzo di reti neurali artificiali a più livelli, che vengono addestrate tramite una serie di input per permettere al sistema di realizzare l’invenzione finale in perfetta autonomia, senza l’intervento umano. Sulla base di ciò, nella domanda di brevetto Dabus è stato indicato come unico inventore.

Tuttavia, l’USPTO ha negato che un sistema automatico possa essere riconosciuto quale autore di un’invenzione, ai fini della brevettabilità della stessa, soprattutto in considerazione del fatto che ciò sarebbe “in contraddizione con la semplice lettura degli statuti sui brevetti, che si riferiscono a persone e individui”. Lo stesso Codice degli Stati Uniti sembra sottintendere la natura di persone fisiche degli inventori, utilizzando in materia termini quali “chiunque inventa…” (cfr. 35 U.S.C. § 101), “sé stesso”, “individuo” o “persona” (cfr. 35 U.S.C. § 115). A conferma di ciò, l’USPTO ha fatto anche riferimento alla giurisprudenza della Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Circuito Federale, che in un suo precedente ha affermato che gli inventori sono individui che concepiscono un’invenzione tramite un “atto mentale”, e come tali non possono che essere persone fisiche. Ancora, un identico concetto di “concepimento” dell’idea è affermato nel Manuale dell’UPSTO sulla procedura di esame dei brevetti, il quale richiede che l’idea dell’invenzione si formi nella mente dell’inventore. Proprio il rigore testuale delle fonti menzionate ha portato l’Ufficio a negare la qualifica di inventore a un sistema di IA.