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Nuovo report EUIPO sulla violazione di diritti IP attraverso i social media

Cassazione civile, sez. I, 20 aprile 2021, n. 10396. Pres. Genovese. Est. Falabella

data: 14.05.2021
Area: Proprietà Intellettuale

Di recente l’Osservatorio Europeo sulla violazione dei diritti di proprietà intellettuale dell’EUIPO ha pubblicato un report dal titolo “Monitoring and analysing social media in relation to IP infringement”, tramite il quale sono stati presentati i risultati di un monitoraggio inerente all’impatto che i social media producono sulla violazione dei diritti di proprietà intellettuale, in particolare sulla diffusione di contenuti piratati e sulla commercializzazione e pubblicizzazione di prodotti contraffatti.

La prima parte del report offre una panoramica completa sugli usi dei social media per una possibile attività contraffattiva, la seconda parte misura la presenza relativa di conversazioni inerenti a prodotti fisici contraffatti o a contenuti digitali usurpativi rispetto a prodotti autentici o contenuti leciti protetti da copyright, infine la terza parte tenta di identificare dei modelli di business maggiormente legati alle violazioni di diritti IP sui social. L’analisi è stata condotta sui dati ricavati da quattro piattaforme social (Facebook, Twitter, Instagram e Reddit) in sei paesi europei (Germania, Spagna, Francia, Italia, Polonia e Svezia), considerando anche tutti i contenuti in lingua inglese provenienti da tali paesi, il tutto secondo una metodologia basata sulla social intelligence analytics (SIA) e su un’analisi quantitativa e qualitativa.

In sintesi, questi sono i principali risultati presentati nelle tre parti del report:

  • Le categorie di prodotti fisici rispetto a cui è stata rinvenuta l’attività social più consistente sono i giocattoli, i profumi e la cosmetica; quanto ai contenuti digitali, il volume di conversazioni più elevato è stato rilevato per film, musica e videogiochi. Il report ha evidenziato che circa l’11% delle conversazioni relative a prodotti fisici era possibilmente correlato a contraffazioni, mentre circa il 35% delle conversazioni su contenuti digitali era collegato alla pirateria. Quanto all’esame delle categorie con il numero più elevato di violazioni di diritti IP, spiccano abbigliamento, calzature e gioielli per i prodotti fisici, libri, spettacoli televisivi e musica per i prodotti digitali.
  • Nel caso di violazioni per i prodotti fisici, Instagram è apparsa la rete social col maggior volume complessivo di conversazioni su prodotti contraffatti; quanto ai contenuti digitali, il volume maggiore è stato rinvenuto su Twitter e Reddit.
  • Nel caso di prodotti fisici, lo studio ha rilevato che le conversazioni relative a violazioni di diritti IP riguardano principalmente le promozioni e le attività commerciali (imitazione, da parte dei fornitori di prodotti contraffatti, di modelli di business utilizzati per commercializzare prodotti legittimi). Invece, nel caso di pirateria dei contenuti digitali, le conversazioni analizzate erano perlopiù incentrate sulla ricerca di modi per ottenere l’accesso illecito a contenuti usurpativi (con ruolo passivo dei fornitori di tali contenuti, che tendono ad affidarsi agli utenti per diffondere le informazioni e trovare nuovi soggetti interessati ai loro contenuti).

In conclusione, lo studio dimostra che i social media sono utilizzati come strumenti per violazioni ricorrenti dei diritti IP sia per i prodotti fisici sia per i contenuti digitali. Inoltre, evidenzia che l’individuazione di questo tipo di contenuti è complessa a causa degli approcci diversificati e in costante evoluzione usati dai fornitori di prodotti contraffatti o di contenuti usurpativi, che sono diffusi in molteplici piattaforme, lingue e tipologie di contenuti.

Il report è accessibile a questo link.

 

Nuovo report EUIPO sulla violazione di diritti IP attraverso i social media

Cassazione civile, sez. I, 20 aprile 2021, n. 10396. Pres. Genovese. Est. Falabella

data: 14.05.2021
Area: Proprietà Intellettuale

Di recente l’Osservatorio Europeo sulla violazione dei diritti di proprietà intellettuale dell’EUIPO ha pubblicato un report dal titolo “Monitoring and analysing social media in relation to IP infringement”, tramite il quale sono stati presentati i risultati di un monitoraggio inerente all’impatto che i social media producono sulla violazione dei diritti di proprietà intellettuale, in particolare sulla diffusione di contenuti piratati e sulla commercializzazione e pubblicizzazione di prodotti contraffatti.

La prima parte del report offre una panoramica completa sugli usi dei social media per una possibile attività contraffattiva, la seconda parte misura la presenza relativa di conversazioni inerenti a prodotti fisici contraffatti o a contenuti digitali usurpativi rispetto a prodotti autentici o contenuti leciti protetti da copyright, infine la terza parte tenta di identificare dei modelli di business maggiormente legati alle violazioni di diritti IP sui social. L’analisi è stata condotta sui dati ricavati da quattro piattaforme social (Facebook, Twitter, Instagram e Reddit) in sei paesi europei (Germania, Spagna, Francia, Italia, Polonia e Svezia), considerando anche tutti i contenuti in lingua inglese provenienti da tali paesi, il tutto secondo una metodologia basata sulla social intelligence analytics (SIA) e su un’analisi quantitativa e qualitativa.

In sintesi, questi sono i principali risultati presentati nelle tre parti del report:

  • Le categorie di prodotti fisici rispetto a cui è stata rinvenuta l’attività social più consistente sono i giocattoli, i profumi e la cosmetica; quanto ai contenuti digitali, il volume di conversazioni più elevato è stato rilevato per film, musica e videogiochi. Il report ha evidenziato che circa l’11% delle conversazioni relative a prodotti fisici era possibilmente correlato a contraffazioni, mentre circa il 35% delle conversazioni su contenuti digitali era collegato alla pirateria. Quanto all’esame delle categorie con il numero più elevato di violazioni di diritti IP, spiccano abbigliamento, calzature e gioielli per i prodotti fisici, libri, spettacoli televisivi e musica per i prodotti digitali.
  • Nel caso di violazioni per i prodotti fisici, Instagram è apparsa la rete social col maggior volume complessivo di conversazioni su prodotti contraffatti; quanto ai contenuti digitali, il volume maggiore è stato rinvenuto su Twitter e Reddit.
  • Nel caso di prodotti fisici, lo studio ha rilevato che le conversazioni relative a violazioni di diritti IP riguardano principalmente le promozioni e le attività commerciali (imitazione, da parte dei fornitori di prodotti contraffatti, di modelli di business utilizzati per commercializzare prodotti legittimi). Invece, nel caso di pirateria dei contenuti digitali, le conversazioni analizzate erano perlopiù incentrate sulla ricerca di modi per ottenere l’accesso illecito a contenuti usurpativi (con ruolo passivo dei fornitori di tali contenuti, che tendono ad affidarsi agli utenti per diffondere le informazioni e trovare nuovi soggetti interessati ai loro contenuti).

In conclusione, lo studio dimostra che i social media sono utilizzati come strumenti per violazioni ricorrenti dei diritti IP sia per i prodotti fisici sia per i contenuti digitali. Inoltre, evidenzia che l’individuazione di questo tipo di contenuti è complessa a causa degli approcci diversificati e in costante evoluzione usati dai fornitori di prodotti contraffatti o di contenuti usurpativi, che sono diffusi in molteplici piattaforme, lingue e tipologie di contenuti.

Il report è accessibile a questo link.