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Nuovo report EUIPO sull’uso del trasporto marittimo containerizzato nel commercio di prodotti contraffatti

Cassazione civile (ord.), sez. I, 02/03/2021, n. 5666, Pres. Genovese, Rel. Iofrida

data: 19.03.2021
Area: Proprietà Intellettuale

Di recente l’EUIPO ha pubblicato un nuovo report, realizzato dall’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale di concerto con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), dal titolo “Misuse of Containerized Maritime Shipping in the Global Trade of Counterfeits”.

Si tratta in sostanza di uno studio che analizza l’incidenza del trasporto marittimo containerizzato nella spedizione e nel trasporto di merci contraffatte. I dati analizzati hanno mostrato come le merci contraffatte di valore maggiore vengano perlopiù trasportate tramite navi portacontainer, grazie alla facilità e al basso rischio di tale forma di trasporto rispetto alle altre. L’analisi è stata condotta utilizzando due tipi di dati. Da un lato, le informazioni sul commercio di prodotti contraffatti che sono state ricavate dai dati doganali inerenti ai relativi sequestri, ottenuti dall’Organizzazione mondiale delle dogane, dalla direzione generale della Fiscalità e dell’unione doganale della Commissione europea, e dall’Ufficio delle dogane e della protezione delle frontiere degli Stati Uniti. Dall’altro lato, sono stati analizzati una serie di dati sul commercio tramite navi portacontainer, tratti dalla banca dati del Forum internazionale dei trasporti (ITF) dell’OCSE e dall’Eurostat Comext, oltre a indici sul trasporto marittimo containerizzato elaborati dall’UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo).

Dall’esame di questi dati è emerso che, mentre le quantità maggiori di sequestri di prodotti contraffatti hanno riguardato spedizioni per corrispondenza, il trasporto marittimo di merci è quello usato per i prodotti contraffatti di valore maggiore. Basti pensare che, nel 2016, le navi portacontainer hanno trasportato il 56% del valore totale delle contraffazioni sequestrate. Un’ulteriore informazione ricavata dai dati analizzati è che la maggior numero delle spedizioni via mare di merci contraffatte ha avuto origine nel Sud-est asiatico, soprattutto Cina e Hong Kong, India, Malesia, Thailandia e Singapore; mentre Messico, Turchia ed Emirati Arabi Uniti rimangono anche tra le prime economie di provenienza per merci contraffatte e piratate scambiate a livello mondiale durante il periodo considerato. Infine, ci sono anche alcuni paesi dell’UE, come Bulgaria, Croazia, Grecia e Romania, con volumi relativamente bassi di traffico di container in generale, ma con un alto livello di importazioni da economie ad alta intensità di contraffazione.

Il report è disponibile al link:
https://euipo.europa.eu/tunnel-web/secure/webdav/guest/document_library/observatory/documents/reports/Misuse_of_Containerised_Maritime_Shipping/Misuse_of_Containerised_Maritime_Shipping_en.pdf.

 

Nuovo report EUIPO sull’uso del trasporto marittimo containerizzato nel commercio di prodotti contraffatti

Cassazione civile (ord.), sez. I, 02/03/2021, n. 5666, Pres. Genovese, Rel. Iofrida

data: 19.03.2021
Area: Proprietà Intellettuale

Di recente l’EUIPO ha pubblicato un nuovo report, realizzato dall’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale di concerto con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), dal titolo “Misuse of Containerized Maritime Shipping in the Global Trade of Counterfeits”.

Si tratta in sostanza di uno studio che analizza l’incidenza del trasporto marittimo containerizzato nella spedizione e nel trasporto di merci contraffatte. I dati analizzati hanno mostrato come le merci contraffatte di valore maggiore vengano perlopiù trasportate tramite navi portacontainer, grazie alla facilità e al basso rischio di tale forma di trasporto rispetto alle altre. L’analisi è stata condotta utilizzando due tipi di dati. Da un lato, le informazioni sul commercio di prodotti contraffatti che sono state ricavate dai dati doganali inerenti ai relativi sequestri, ottenuti dall’Organizzazione mondiale delle dogane, dalla direzione generale della Fiscalità e dell’unione doganale della Commissione europea, e dall’Ufficio delle dogane e della protezione delle frontiere degli Stati Uniti. Dall’altro lato, sono stati analizzati una serie di dati sul commercio tramite navi portacontainer, tratti dalla banca dati del Forum internazionale dei trasporti (ITF) dell’OCSE e dall’Eurostat Comext, oltre a indici sul trasporto marittimo containerizzato elaborati dall’UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo).

Dall’esame di questi dati è emerso che, mentre le quantità maggiori di sequestri di prodotti contraffatti hanno riguardato spedizioni per corrispondenza, il trasporto marittimo di merci è quello usato per i prodotti contraffatti di valore maggiore. Basti pensare che, nel 2016, le navi portacontainer hanno trasportato il 56% del valore totale delle contraffazioni sequestrate. Un’ulteriore informazione ricavata dai dati analizzati è che la maggior numero delle spedizioni via mare di merci contraffatte ha avuto origine nel Sud-est asiatico, soprattutto Cina e Hong Kong, India, Malesia, Thailandia e Singapore; mentre Messico, Turchia ed Emirati Arabi Uniti rimangono anche tra le prime economie di provenienza per merci contraffatte e piratate scambiate a livello mondiale durante il periodo considerato. Infine, ci sono anche alcuni paesi dell’UE, come Bulgaria, Croazia, Grecia e Romania, con volumi relativamente bassi di traffico di container in generale, ma con un alto livello di importazioni da economie ad alta intensità di contraffazione.

Il report è disponibile al link:
https://euipo.europa.eu/tunnel-web/secure/webdav/guest/document_library/observatory/documents/reports/Misuse_of_Containerised_Maritime_Shipping/Misuse_of_Containerised_Maritime_Shipping_en.pdf.