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Riproduzione di una porzione di opera letteraria all’interno di un’app dell’autore: i diritti di esclusiva della casa editrice

data: 08.04.2021
Area: Proprietà Intellettuale

Con una recente pronuncia, il Tribunale di Milano ha rigettato il ricorso presentato da una società editrice per la violazione dei diritti di esclusiva su un’opera letteraria da parte dell’autrice dell’opera stessa. Nella specie, l’autrice aveva creato un’app in cui erano state pubblicate intere pagine dell’opera, in tal modo sfruttando quest’ultima per ottenere iscrizioni all’app, e inoltre aveva pubblicato all’interno dell’Agenda Comix 2018 un estratto dell’opera corredato della foto di copertina.

Secondo il Tribunale, la legittimità di tale condotta dell’autrice doveva essere valutata con riguardo innanzitutto alle prescrizioni contenute nel contratto di edizione. Nella specie, tale contratto prevedeva l’impegno dell’autrice a non effettuare o consentire elaborazioni dell’opera di nessun tipo, nonché a non pubblicare o a far pubblicare in proprio altra opera che potesse fare diretta concorrenza a quella oggetto di contratto. Ciò posto, secondo la sentenza, la riproduzione di alcune pagine dell’opera edita dalla società editrice non può considerarsi una forma di elaborazione della stessa, né può costituire opera autonoma idonea a porsi in diretta competizione con la prima. Infatti, la (minima) riproduzione fotografica di una parte dell’opera è inidonea a causare qualsivoglia danno concorrenziale alla società editrice, anzi al contrario potrebbe indurre i visitatori dell’app all’acquisto del volume edito. Analogamente, neppure l’utilizzo da parte dell’autrice del titolo dell’opera edita è da ritenersi illecito, dal momento che non è stato violato il diritto dell’editore a che tale titolo non venga attribuito ad altra opera letteraria in diretta concorrenza con quella edita. In definitiva, dunque, il Tribunale ha rigettato le domande proposte dalla società editrice ritenendo insussistente la violazione dei diritti di esclusiva di quest’ultima.

Riproduzione di una porzione di opera letteraria all’interno di un’app dell’autore: i diritti di esclusiva della casa editrice

data: 08.04.2021
Area: Proprietà Intellettuale

Con una recente pronuncia, il Tribunale di Milano ha rigettato il ricorso presentato da una società editrice per la violazione dei diritti di esclusiva su un’opera letteraria da parte dell’autrice dell’opera stessa. Nella specie, l’autrice aveva creato un’app in cui erano state pubblicate intere pagine dell’opera, in tal modo sfruttando quest’ultima per ottenere iscrizioni all’app, e inoltre aveva pubblicato all’interno dell’Agenda Comix 2018 un estratto dell’opera corredato della foto di copertina.

Secondo il Tribunale, la legittimità di tale condotta dell’autrice doveva essere valutata con riguardo innanzitutto alle prescrizioni contenute nel contratto di edizione. Nella specie, tale contratto prevedeva l’impegno dell’autrice a non effettuare o consentire elaborazioni dell’opera di nessun tipo, nonché a non pubblicare o a far pubblicare in proprio altra opera che potesse fare diretta concorrenza a quella oggetto di contratto. Ciò posto, secondo la sentenza, la riproduzione di alcune pagine dell’opera edita dalla società editrice non può considerarsi una forma di elaborazione della stessa, né può costituire opera autonoma idonea a porsi in diretta competizione con la prima. Infatti, la (minima) riproduzione fotografica di una parte dell’opera è inidonea a causare qualsivoglia danno concorrenziale alla società editrice, anzi al contrario potrebbe indurre i visitatori dell’app all’acquisto del volume edito. Analogamente, neppure l’utilizzo da parte dell’autrice del titolo dell’opera edita è da ritenersi illecito, dal momento che non è stato violato il diritto dell’editore a che tale titolo non venga attribuito ad altra opera letteraria in diretta concorrenza con quella edita. In definitiva, dunque, il Tribunale ha rigettato le domande proposte dalla società editrice ritenendo insussistente la violazione dei diritti di esclusiva di quest’ultima.