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Sulla tutela del segreto industriale e delle informazioni aziendali riservate

Cass. Civ., sez. I ordinanza 6 dicembre 2019, n. 31936

data: 17.01.2020
Area: Proprietà Intellettuale

La Cassazione chiarisce l’ampiezza della tutela offerta dal nostro sistema giuridico alle informazioni riservate in ambito industriale, nonché il rapporto tra il segreto industriale ex art. 98 cod. propr. ind. e le informazioni riservate non secretate.

In particolare, la Corte afferma che la tutela delle informazioni riservate in ambito industriale non è limitata ai segreti di cui all’art. 98 cod. propr. ind., ben potendosi estendere ad informazioni ulteriori, non aventi gli specifici requisiti richiesti dalla succitata norma, ma pur sempre dotate del carattere della riservatezza. A garantire questa più ampia tutela soccorre la disciplina di cui all’art. 2598 n. 3 c.c., che offre una protezione generale contro gli atti contrari alla correttezza professionale.

Tuttavia, affinché la tutela concorrenziale possa estendersi anche a questo tipo di informazioni, è necessario che si tratti di un “complesso organizzato e strutturato di dati cognitivi, seppur non segretati e protetti, che superino la capacità mnemonica e l’esperienza del singolo normale individuo e configurino così una banca dati che, arricchendo la conoscenza del concorrente, sia capace di fornirgli un vantaggio competitivo che trascenda la capacità e le esperienze del lavoratore acquisito”.

Sulla tutela del segreto industriale e delle informazioni aziendali riservate

Cass. Civ., sez. I ordinanza 6 dicembre 2019, n. 31936

data: 17.01.2020
Area: Proprietà Intellettuale

La Cassazione chiarisce l’ampiezza della tutela offerta dal nostro sistema giuridico alle informazioni riservate in ambito industriale, nonché il rapporto tra il segreto industriale ex art. 98 cod. propr. ind. e le informazioni riservate non secretate.

In particolare, la Corte afferma che la tutela delle informazioni riservate in ambito industriale non è limitata ai segreti di cui all’art. 98 cod. propr. ind., ben potendosi estendere ad informazioni ulteriori, non aventi gli specifici requisiti richiesti dalla succitata norma, ma pur sempre dotate del carattere della riservatezza. A garantire questa più ampia tutela soccorre la disciplina di cui all’art. 2598 n. 3 c.c., che offre una protezione generale contro gli atti contrari alla correttezza professionale.

Tuttavia, affinché la tutela concorrenziale possa estendersi anche a questo tipo di informazioni, è necessario che si tratti di un “complesso organizzato e strutturato di dati cognitivi, seppur non segretati e protetti, che superino la capacità mnemonica e l’esperienza del singolo normale individuo e configurino così una banca dati che, arricchendo la conoscenza del concorrente, sia capace di fornirgli un vantaggio competitivo che trascenda la capacità e le esperienze del lavoratore acquisito”.