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Il diritto del singolo condomino a prendere visione dei documenti non deve ostacolare l’attività dell’amministratore

Corte di Cassazione, sez. VI civile, ordinanza n. 10844/20, depositata l’8 Giugno 2020

data: 19.06.2020
Area: Real Estate

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10844/20 ribadisce il principio secondo cui ogni condomino ha la facoltà di domandare all’amministratore di prendere visione ed estrarre copia dei documenti contabili in qualsiasi tempo e senza avere l’onere di giustificare la propria richiesta. Tale diritto, tuttavia, non è incondizionato, in quanto non deve «risultare di ostacolo all’attività di amministrazione, né rivelarsi contraria ai principi di correttezza». Inoltre, gli Ermellini sottolineano che, l’esercizio del diritto spettante ai condomini va sempre di pari passo con il principio generale di buona fede. Ragion per cui un’eventuale impugnazione di delibera assembleare, fondata su una supposta condotta inadempiente dell’amministratore, dimostratasi poi in violazione del dovere di buonafede da parte dei condomini ricorrenti, deve considerarsi infondata.

Il diritto del singolo condomino a prendere visione dei documenti non deve ostacolare l’attività dell’amministratore

Corte di Cassazione, sez. VI civile, ordinanza n. 10844/20, depositata l’8 Giugno 2020

data: 19.06.2020
Area: Real Estate

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10844/20 ribadisce il principio secondo cui ogni condomino ha la facoltà di domandare all’amministratore di prendere visione ed estrarre copia dei documenti contabili in qualsiasi tempo e senza avere l’onere di giustificare la propria richiesta. Tale diritto, tuttavia, non è incondizionato, in quanto non deve «risultare di ostacolo all’attività di amministrazione, né rivelarsi contraria ai principi di correttezza». Inoltre, gli Ermellini sottolineano che, l’esercizio del diritto spettante ai condomini va sempre di pari passo con il principio generale di buona fede. Ragion per cui un’eventuale impugnazione di delibera assembleare, fondata su una supposta condotta inadempiente dell’amministratore, dimostratasi poi in violazione del dovere di buonafede da parte dei condomini ricorrenti, deve considerarsi infondata.