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Cash pooling: forma e vantaggi compensativi

Corte di Cassazione, sentenza n. 39139/2023

data: 22.01.2024
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

La Suprema Corte ha riaffermato il principio giuridico relativo al “cash pooling“, che consiste nell’accorpamento delle risorse finanziarie di un gruppo societario presso una società centrale. Affinché non siano considerate condotte distrattive e per garantire trasparenza nei rapporti tra le società del gruppo e tutela dei creditori, è essenziale formalizzare le clausole in un contratto di conto corrente inter-societario. In questo accordo, le società conferiscono il mandato per la gestione della tesoreria a una società designata come “pool leader“, la quale stipula un contratto con un istituto di credito per registrare tutti i movimenti delle singole società. La cassa comune deve essere supportata da una contabilità dedicata che registra i crediti e i debiti di ciascuna società partecipante. Questo accordo deve riflettersi nella logica dei “vantaggi compensativi” di un gruppo di imprese, dove operazioni con rischi apparenti possono essere giustificate dai benefici derivanti dalle scelte gestionali degli altri enti del gruppo o della holding. È importante che le società coinvolte deliberino il contenuto dell’accordo di cash pooling nei rispettivi Consigli di Amministrazione, definendo oggetto, durata e limiti di indebitamento.

Cash pooling: forma e vantaggi compensativi

Corte di Cassazione, sentenza n. 39139/2023

data: 22.01.2024
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

La Suprema Corte ha riaffermato il principio giuridico relativo al “cash pooling“, che consiste nell’accorpamento delle risorse finanziarie di un gruppo societario presso una società centrale. Affinché non siano considerate condotte distrattive e per garantire trasparenza nei rapporti tra le società del gruppo e tutela dei creditori, è essenziale formalizzare le clausole in un contratto di conto corrente inter-societario. In questo accordo, le società conferiscono il mandato per la gestione della tesoreria a una società designata come “pool leader“, la quale stipula un contratto con un istituto di credito per registrare tutti i movimenti delle singole società. La cassa comune deve essere supportata da una contabilità dedicata che registra i crediti e i debiti di ciascuna società partecipante. Questo accordo deve riflettersi nella logica dei “vantaggi compensativi” di un gruppo di imprese, dove operazioni con rischi apparenti possono essere giustificate dai benefici derivanti dalle scelte gestionali degli altri enti del gruppo o della holding. È importante che le società coinvolte deliberino il contenuto dell’accordo di cash pooling nei rispettivi Consigli di Amministrazione, definendo oggetto, durata e limiti di indebitamento.