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Fusioni transfrontaliere: i progetti dovranno essere più dettagliati

D.lgs. del 2 marzo 2023, n. 19

data: 24.07.2023
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

Con l’entrata in vigore del D.lgs. del 2 marzo 2023, n. 19, è stato abrogato il D.lgs. 108/2008 (contenente la normativa sulla fusione transfrontaliera) e, contestualmente, sono state introdotte una serie di rilevanti novità, tra cui, quelle relative al progetto comune di fusione transfrontaliera, nel quale devono essere indicati:

  • i dati sulla liquidazione in denaro delle quote, offerta ai soci per il caso di recesso (i.e. per i soci che abbiano espresso voto contrario al progetto di fusione);
  • se la società italiana incorporata abbia ricevuto benefici pubblici o sia incorsa in procedimenti di revoca o di decadenza inerenti all’erogazione di benefici pubblici.

La nuova normativa presta una particolare attenzione al fatto che l’operazione di fusione, da un lato, non pregiudichi i crediti vantati dallo Stato o da altre amministrazioni pubbliche e, dall’altro, non si risolva nella delocalizzazione di un’attività che abbia beneficiato di misure di sostegno, specialmente se collegate al territorio.

Le nuove regole si applicano alle operazioni di fusione transfrontaliera per le quali, alla data del 3 luglio 2023, nessuna delle società partecipanti all’operazione di fusione abbia ancora “pubblicato” il progetto comune di fusione transfrontaliera.

Fusioni transfrontaliere: i progetti dovranno essere più dettagliati

D.lgs. del 2 marzo 2023, n. 19

data: 24.07.2023
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

Con l’entrata in vigore del D.lgs. del 2 marzo 2023, n. 19, è stato abrogato il D.lgs. 108/2008 (contenente la normativa sulla fusione transfrontaliera) e, contestualmente, sono state introdotte una serie di rilevanti novità, tra cui, quelle relative al progetto comune di fusione transfrontaliera, nel quale devono essere indicati:

  • i dati sulla liquidazione in denaro delle quote, offerta ai soci per il caso di recesso (i.e. per i soci che abbiano espresso voto contrario al progetto di fusione);
  • se la società italiana incorporata abbia ricevuto benefici pubblici o sia incorsa in procedimenti di revoca o di decadenza inerenti all’erogazione di benefici pubblici.

La nuova normativa presta una particolare attenzione al fatto che l’operazione di fusione, da un lato, non pregiudichi i crediti vantati dallo Stato o da altre amministrazioni pubbliche e, dall’altro, non si risolva nella delocalizzazione di un’attività che abbia beneficiato di misure di sostegno, specialmente se collegate al territorio.

Le nuove regole si applicano alle operazioni di fusione transfrontaliera per le quali, alla data del 3 luglio 2023, nessuna delle società partecipanti all’operazione di fusione abbia ancora “pubblicato” il progetto comune di fusione transfrontaliera.