INTRANET
Copyright 2020 - Quorum Studio Legale e Tributario Associato - Credits

Gli amministratori di banche, in violazione del generale dovere di agire informati sulla gestione della società, sono responsabili a livello contrattuale, ma anche pubblicistico nei confronti dell’autorità di vigilanza

Cassazione civile, sez. II, 18 settembre 2020. Pres. Di Virgilio. Est. Cosentino

data: 18.02.2021
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

In tema di sanzioni amministrative alle società o enti previste dall’art. 144 del Testo Unico Bancario, la Corte di Cassazione ha offerto un orientamento circa il dovere in capo agli amministratori, seppure non delegati, di agire in modo informato ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 2381 c.c. La Suprema Corte ha precisato che tale obbligo deve essere interpretato, da un lato, come dovere di prevenire, eliminare o attenuare le criticità aziendali di cui siano a conoscenza; dall’altro, come dovere di informarsi circa la situazione aziendale esercitando pienamente i poteri di cognizione connessi alla carica. In particolare, la Suprema Corte ha ritenuto che i doveri in questione sono più netti in capo agli amministratori che esercitano l’attività bancaria, atteso che essi rispondono non solo in termini di responsabilità contrattuale nei confronti dei soci della società, ma anche a livello pubblicistico nei confronti dell’Autorità di vigilanza.

Gli amministratori di banche, in violazione del generale dovere di agire informati sulla gestione della società, sono responsabili a livello contrattuale, ma anche pubblicistico nei confronti dell’autorità di vigilanza

Cassazione civile, sez. II, 18 settembre 2020. Pres. Di Virgilio. Est. Cosentino

data: 18.02.2021
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

In tema di sanzioni amministrative alle società o enti previste dall’art. 144 del Testo Unico Bancario, la Corte di Cassazione ha offerto un orientamento circa il dovere in capo agli amministratori, seppure non delegati, di agire in modo informato ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 2381 c.c. La Suprema Corte ha precisato che tale obbligo deve essere interpretato, da un lato, come dovere di prevenire, eliminare o attenuare le criticità aziendali di cui siano a conoscenza; dall’altro, come dovere di informarsi circa la situazione aziendale esercitando pienamente i poteri di cognizione connessi alla carica. In particolare, la Suprema Corte ha ritenuto che i doveri in questione sono più netti in capo agli amministratori che esercitano l’attività bancaria, atteso che essi rispondono non solo in termini di responsabilità contrattuale nei confronti dei soci della società, ma anche a livello pubblicistico nei confronti dell’Autorità di vigilanza.