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In caso di fallimento di una società, la clausola compromissoria contenuta nello statuto non sarà applicabile all’azione di responsabilità proposta dal curatore ai sensi dell’art. 146 l. fall.

Cassazione civile, sez. VI, 23 Luglio 2020, n. 15830. Pres. Scaldaferri. Est. Terrusi

data: 18.09.2020
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

Con la pronuncia in esame la Suprema Corte ha ritenuto che, in caso di fallimento di una società, la clausola compromissoria contenuta nello statuto non sarà applicabile all’azione di responsabilità proposta dal curatore ai sensi dell’art. 146 l. fall.. La ragione di tale inoperatività risiede nella natura unitaria ed inscindibile dell’azione stessa, intesa quale strumento di reintegrazione del patrimonio sociale previsto a garanzia dei soci e dei creditori sociali. In particolare, nell’azione promossa ex art. 146 l. fall. confluiscono sia l’azione prevista dall’art. 2393 c.c. che quella di cui all’art. 2394 c.c., in riferimento alla quale la clausola compromissoria non può operare per il semplice fatto che i creditori sono soggetti terzi rispetto alla società.

In caso di fallimento di una società, la clausola compromissoria contenuta nello statuto non sarà applicabile all’azione di responsabilità proposta dal curatore ai sensi dell’art. 146 l. fall.

Cassazione civile, sez. VI, 23 Luglio 2020, n. 15830. Pres. Scaldaferri. Est. Terrusi

data: 18.09.2020
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

Con la pronuncia in esame la Suprema Corte ha ritenuto che, in caso di fallimento di una società, la clausola compromissoria contenuta nello statuto non sarà applicabile all’azione di responsabilità proposta dal curatore ai sensi dell’art. 146 l. fall.. La ragione di tale inoperatività risiede nella natura unitaria ed inscindibile dell’azione stessa, intesa quale strumento di reintegrazione del patrimonio sociale previsto a garanzia dei soci e dei creditori sociali. In particolare, nell’azione promossa ex art. 146 l. fall. confluiscono sia l’azione prevista dall’art. 2393 c.c. che quella di cui all’art. 2394 c.c., in riferimento alla quale la clausola compromissoria non può operare per il semplice fatto che i creditori sono soggetti terzi rispetto alla società.