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In materia di cancellazione di una società di capitale dal registro delle imprese, il liquidatore è responsabile verso i creditori sociali non equamente soddisfatti

Tribunale di Napoli, 24 Luglio 2020, Pres. Raffone. Est. Tuccillo

data: 25.09.2020
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

Secondo quanto previso dall’art. 2495, comma 2, c.c. in costanza di liquidazione di una società di capitali i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci e nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa di questi ultimi. Con la pronuncia in esame il Tribunale di Napoli ha concluso che il liquidatore può essere ritenuto responsabile nei casi in cui venga accertato che egli non ha assicurato il pagamento di tutti i creditori noti nel rispetto delle cause legittime di prelazione, ovvero l’eventuale distribuzione dell’attivo residuo in favore dei soci. Più precisamente, laddove emerga che il liquidatore non ha effettuato i pagamenti nel rispetto del principio della par coditio creditorum, egli dovrà dimostrare in giudizio che la diminuzione della massa attiva, posta in essere tramite il pagamento dei debiti sociali, non abbia leso il diritto di ogni creditore ad ottenere un trattamento equo.

In materia di cancellazione di una società di capitale dal registro delle imprese, il liquidatore è responsabile verso i creditori sociali non equamente soddisfatti

Tribunale di Napoli, 24 Luglio 2020, Pres. Raffone. Est. Tuccillo

data: 25.09.2020
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

Secondo quanto previso dall’art. 2495, comma 2, c.c. in costanza di liquidazione di una società di capitali i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci e nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa di questi ultimi. Con la pronuncia in esame il Tribunale di Napoli ha concluso che il liquidatore può essere ritenuto responsabile nei casi in cui venga accertato che egli non ha assicurato il pagamento di tutti i creditori noti nel rispetto delle cause legittime di prelazione, ovvero l’eventuale distribuzione dell’attivo residuo in favore dei soci. Più precisamente, laddove emerga che il liquidatore non ha effettuato i pagamenti nel rispetto del principio della par coditio creditorum, egli dovrà dimostrare in giudizio che la diminuzione della massa attiva, posta in essere tramite il pagamento dei debiti sociali, non abbia leso il diritto di ogni creditore ad ottenere un trattamento equo.