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La responsabilità del liquidatore nei confronti del creditore sociali pretermesso che sia rimasto insoddisfatto dopo la cancellazione della società

Cassazione civile, sez. III, 12 Giugno 2020, n. 11304. Pres. Travaglino. Est Fiecconi

data: 18.07.2020
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

Con la pronuncia in esame la Suprema Corte ha chiarito che, il liquidatore è responsabile nei confronti del creditore sociale pretermesso che sia rimasto eventualmente insoddisfatto dopo la cancellazione della società. La stessa responsabilità vi è anche nell’ipotesi in cui l’azzeramento della massa attiva nel bilancio finale di liquidazione non sia in grado di soddisfare un credito provato nella fase di liquidazione, anche se non menzionato nel bilancio finale di liquidazione. Sul punto, tuttavia, la Cassazione ha chiarito che la responsabilità del liquidatore potrà essere illimitata solo nell’ipotesi in cui sia allegato e dimostrato che l’esecuzione dei pagamenti sia stata disposta in totale spregio del principio della par condicio creditorum, in violazione delle cause legittime di prelazione ex art. 2741 c.c.. Ne deriva che, qualora il patrimonio del fallito si sia rivelato insufficiente per soddisfare alcuni creditori sociali, il liquidatore, per liberarsi dalla responsabilità di gestione del patrimonio sociale, avrà l’onere di allegare e dimostrare che l’intervenuto azzeramento della massa attiva non sia riferibile a una condotta contraria al principio della par condicio creditorum.

Spetta al socio il potere di agire con ricorso promosso ai sensi del combinato disposto degli artt. 700 c.p.c. e 2476 c.c. e diretto ad ottenere l’accesso alla documentazione utile per verificare l’effettivo andamento della società

Cassazione civile, sez. III, 12 Giugno 2020, n. 11304. Pres. Travaglino. Est Fiecconi

data: 18.07.2020
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

Con la pronuncia in esame la Suprema Corte ha chiarito che, il liquidatore è responsabile nei confronti del creditore sociale pretermesso che sia rimasto eventualmente insoddisfatto dopo la cancellazione della società. La stessa responsabilità vi è anche nell’ipotesi in cui l’azzeramento della massa attiva nel bilancio finale di liquidazione non sia in grado di soddisfare un credito provato nella fase di liquidazione, anche se non menzionato nel bilancio finale di liquidazione. Sul punto, tuttavia, la Cassazione ha chiarito che la responsabilità del liquidatore potrà essere illimitata solo nell’ipotesi in cui sia allegato e dimostrato che l’esecuzione dei pagamenti sia stata disposta in totale spregio del principio della par condicio creditorum, in violazione delle cause legittime di prelazione ex art. 2741 c.c.. Ne deriva che, qualora il patrimonio del fallito si sia rivelato insufficiente per soddisfare alcuni creditori sociali, il liquidatore, per liberarsi dalla responsabilità di gestione del patrimonio sociale, avrà l’onere di allegare e dimostrare che l’intervenuto azzeramento della massa attiva non sia riferibile a una condotta contraria al principio della par condicio creditorum.