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L’azione individuale del socio e del terzo nei confronti dell’amministratore di società

Cassazione civile, sez. I, 28 aprile 2021, n. 11223. Pres. Scalfari. Est. Scotti

data: 25.06.2021
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

L’art. 2395 c.c. prevede che le norme disciplinanti l’azione sociale di responsabilità non pregiudicano il diritto al risarcimento del danno spettante al socio singolo o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti colposi o dolosi degli amministratori. Sul punto, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’azione individuale del socio nei confronti dell’amministratore di una società di capitali non è esperibile quando il danno lamentato non abbia natura diretta, ma costituisca, invero, solo il riflesso del pregiudizio al patrimonio sociale. Pertanto, la Suprema Corte ha precisato che la mancata percezione degli utili e la diminuzione di valore della quota di partecipazione non costituiscono danno diretto del singolo socio, atteso che gli utili fanno parte del patrimonio sociale fino all’eventuale delibera assembleare di distribuzione, e la quota di partecipazione è un bene distinto dal patrimonio sociale la cui diminuzione è conseguenza solo indiretta ed eventuale della condotta dell’amministratore.

L’azione individuale del socio e del terzo nei confronti dell’amministratore di società

Cassazione civile, sez. I, 28 aprile 2021, n. 11223. Pres. Scalfari. Est. Scotti

data: 25.06.2021
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

L’art. 2395 c.c. prevede che le norme disciplinanti l’azione sociale di responsabilità non pregiudicano il diritto al risarcimento del danno spettante al socio singolo o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti colposi o dolosi degli amministratori. Sul punto, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’azione individuale del socio nei confronti dell’amministratore di una società di capitali non è esperibile quando il danno lamentato non abbia natura diretta, ma costituisca, invero, solo il riflesso del pregiudizio al patrimonio sociale. Pertanto, la Suprema Corte ha precisato che la mancata percezione degli utili e la diminuzione di valore della quota di partecipazione non costituiscono danno diretto del singolo socio, atteso che gli utili fanno parte del patrimonio sociale fino all’eventuale delibera assembleare di distribuzione, e la quota di partecipazione è un bene distinto dal patrimonio sociale la cui diminuzione è conseguenza solo indiretta ed eventuale della condotta dell’amministratore.