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L’onere di provare che l’acquisto di un immobile, da parte di uno dei partecipanti all’impresa familiare sia avvenuto “in nome proprio” ma con l’utilizzo del denaro comune, grava su colui che lo afferma

Cassazione civile, sez. II, 25 Giugno 2020, n. 12643. Pres. Manna. Est. Falaschi

data: 01.08.2020
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

La Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 12643 del 2020, ha chiarito che in tema di impresa familiare, l’onere di provare che l’acquisto di un immobile, da parte di uno dei partecipanti sia avvenuto “in nome proprio” ma con l’utilizzo del denaro comune, grava su colui che lo afferma. In sostanza, dunque, la Cassazione ha negato che l’acquisto di un bene immobile da parte di uno dei partecipanti all’impresa familiare, in costanza di comunione, si presuma eseguito con il denaro proveniente dagli utili tratti dall’attività economica comune.

L’onere di provare che l’acquisto di un immobile, da parte di uno dei partecipanti all’impresa familiare sia avvenuto “in nome proprio” ma con l’utilizzo del denaro comune, grava su colui che lo afferma

Cassazione civile, sez. II, 25 Giugno 2020, n. 12643. Pres. Manna. Est. Falaschi

data: 01.08.2020
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

La Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 12643 del 2020, ha chiarito che in tema di impresa familiare, l’onere di provare che l’acquisto di un immobile, da parte di uno dei partecipanti sia avvenuto “in nome proprio” ma con l’utilizzo del denaro comune, grava su colui che lo afferma. In sostanza, dunque, la Cassazione ha negato che l’acquisto di un bene immobile da parte di uno dei partecipanti all’impresa familiare, in costanza di comunione, si presuma eseguito con il denaro proveniente dagli utili tratti dall’attività economica comune.