INTRANET
Copyright 2020 - Quorum Studio Legale e Tributario Associato - Credits

S.p.A.: abolizione della riserva statutaria di controllo pubblico

Tribunale di Torino, sentenza del 14 aprile 2023

data: 18.12.2023
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

Il Tribunale di Torino ha confermato che è legittima, e non integra un abuso di potere, la modifica statutaria, deliberata dall’assemblea con il voto favorevole della maggioranza dei soci, volta ad eliminare la originaria previsione della riserva di controllo pubblico della società e ad adeguare lo statuto all’evoluzione normativa. Ciò in quanto, prosegue il Tribunale, nel caso esaminato, la riserva del 51% del capitale sociale in favore di enti pubblici e società con prevalente capitale pubblico era in contrasto con quanto previsto sia dall’art. 2348 c.c. (in forza del quale “le azioni devono essere di uguale valore e conferiscono ai loro possessori uguali diritti”, laddove, invece, detta riserva consentiva ai soci pubblici di assicurarsi la partecipazione di controllo senza, tuttavia, creare due distinte categorie di azioni), che dall’art. 2355-bis c.c., in tema di limitazioni al trasferimento delle azioni (in quanto la riserva consentiva ai soci di operare con azioni formalmente uguali ma aventi, di fatto, diritti diversi sulla loro cedibilità).

S.p.A.: abolizione della riserva statutaria di controllo pubblico

Tribunale di Torino, sentenza del 14 aprile 2023

data: 18.12.2023
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

Il Tribunale di Torino ha confermato che è legittima, e non integra un abuso di potere, la modifica statutaria, deliberata dall’assemblea con il voto favorevole della maggioranza dei soci, volta ad eliminare la originaria previsione della riserva di controllo pubblico della società e ad adeguare lo statuto all’evoluzione normativa. Ciò in quanto, prosegue il Tribunale, nel caso esaminato, la riserva del 51% del capitale sociale in favore di enti pubblici e società con prevalente capitale pubblico era in contrasto con quanto previsto sia dall’art. 2348 c.c. (in forza del quale “le azioni devono essere di uguale valore e conferiscono ai loro possessori uguali diritti”, laddove, invece, detta riserva consentiva ai soci pubblici di assicurarsi la partecipazione di controllo senza, tuttavia, creare due distinte categorie di azioni), che dall’art. 2355-bis c.c., in tema di limitazioni al trasferimento delle azioni (in quanto la riserva consentiva ai soci di operare con azioni formalmente uguali ma aventi, di fatto, diritti diversi sulla loro cedibilità).