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Società di persone: responsabilità del socio uscente

Corte di Cassazione, sentenza n. 29306/2023

data: 12.02.2024
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

La Suprema Corte afferma il principio di diritto in forza del quale la responsabilità dei soci di una società di persone per le obbligazioni sociali è, per legge, limitata al tempo in cui gli stessi fanno parte della compagine sociale.

Invero, l’art. 2290 c.c., dettato per le società semplici – ma applicabile sia alla società in nome collettivo che al socio accomandatario di accomandita semplice – prevede espressamente una limitazione di responsabilità per le obbligazioni assunte dalla società, che sono sorte dopo lo scioglimento del singolo rapporto sociale.

In quest’ottica, proseguono i giudici di legittimità, l’espressione “obbligazioni sociali”, deve essere interpretata nel senso di “debito” così facendo riferimento, ai fini della limitazione della responsabilità del socio uscente, al momento in cui l’obbligazione è divenuta esigibile e non è stata adempiuta.

Pertanto, nel caso oggetto della sentenza in esame – riguardante i canoni di un contratto di locazione – la Suprema Corte ha ritenuto che, sebbene le obbligazioni connesse al contratto siano riconducibili all’atto negoziale che ne costituisce la fonte originaria, la responsabilità dei soci uscenti è circoscritta alle obbligazioni che sono già esigibili al momento in cui si è verificato lo scioglimento del singolo rapporto sociale, sempre che tale evento sia stato regolarmente reso noto ai terzi. Conseguentemente, deve escludersi l’esigibilità nei confronti del socio delle obbligazioni sociali relative ai canoni di locazione successivi alla data del suo recesso/decesso/esclusione.

Società di persone: responsabilità del socio uscente

Corte di Cassazione, sentenza n. 29306/2023

data: 12.02.2024
Area: Societario, Fusioni ed Acquisizioni

La Suprema Corte afferma il principio di diritto in forza del quale la responsabilità dei soci di una società di persone per le obbligazioni sociali è, per legge, limitata al tempo in cui gli stessi fanno parte della compagine sociale.

Invero, l’art. 2290 c.c., dettato per le società semplici – ma applicabile sia alla società in nome collettivo che al socio accomandatario di accomandita semplice – prevede espressamente una limitazione di responsabilità per le obbligazioni assunte dalla società, che sono sorte dopo lo scioglimento del singolo rapporto sociale.

In quest’ottica, proseguono i giudici di legittimità, l’espressione “obbligazioni sociali”, deve essere interpretata nel senso di “debito” così facendo riferimento, ai fini della limitazione della responsabilità del socio uscente, al momento in cui l’obbligazione è divenuta esigibile e non è stata adempiuta.

Pertanto, nel caso oggetto della sentenza in esame – riguardante i canoni di un contratto di locazione – la Suprema Corte ha ritenuto che, sebbene le obbligazioni connesse al contratto siano riconducibili all’atto negoziale che ne costituisce la fonte originaria, la responsabilità dei soci uscenti è circoscritta alle obbligazioni che sono già esigibili al momento in cui si è verificato lo scioglimento del singolo rapporto sociale, sempre che tale evento sia stato regolarmente reso noto ai terzi. Conseguentemente, deve escludersi l’esigibilità nei confronti del socio delle obbligazioni sociali relative ai canoni di locazione successivi alla data del suo recesso/decesso/esclusione.